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lo scenario

Iran e il giallo di Mojtaba, il leader invisibile: perché ha fatto leggere il messaggio in tv?

Debutto senza della nuova Guida Suprema: nessuna immagine né audio, retorica di vendetta contro Washington e Tel Aviv, minacce sullo Stretto di Hormuz e messaggio calibrato per rassicurare il fronte interno

13 Marzo 2026, 22:14

23:48

Iran e il giallo di Mojtaba, il leader invisibile:  perché ha fatto leggere il messaggio in tv?

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Nel pieno del conflitto il nuovo Leader Supremo della Repubblica Islamica, Mojtaba Khamenei, ha affidato il suo primo intervento da Guida Suprema all’emittente statale, ma lo ha fatto da “invisibile”.

Milioni di iraniani si sono sintonizzati per sentire il successore del defunto Ali Khamenei e si sono trovati davanti a una scena surreale: nessuna immagine in diretta, nessun audio originale, soltanto un testo letto dal conduttore del telegiornale.

La scelta di una lettura impersonale per la prima presa di parola del “terzo Leader” del sistema iraniano ha aperto un enigma a livello internazionale. Diversi osservatori e testate straniere sottolineano l’assenza di una “prova di vita” audiovisiva come possibile segnale di criticità legate alla salute o alla sicurezza.

L’ipotesi, avanzata con cautela, è che Mojtaba possa essere rimasto ferito o si trovi in convalescenza dopo gli attacchi che hanno colpito Teheran e altre infrastrutture strategiche. Una freddezza scenica che contrasta nettamente con il 1° marzo 2026, quando la morte “da martirio” del padre era stata annunciata tra le lacrime su Press TV, confermando il ruolo della televisione di Stato come palcoscenico del potere.

Sul piano dei contenuti, però, la linea dettata dal messaggio è parsa granitica. Privo di novità sostanziali ma coerente con la retorica bellica di Teheran, il testo prometteva “vendetta” e ribadiva la posizione intransigente verso Washington e Tel Aviv.

Quattro i capisaldi scanditi in video: resistenza a oltranza; minaccia di utilizzare lo Stretto di Hormuz come leva strategica; prosecuzione degli attacchi contro le basi statunitensi nella regione fino alla loro chiusura; richiesta di compensazioni al termine del conflitto. Una comunicazione calibrata chiaramente per il fronte interno, con l’obiettivo di rassicurare lo zoccolo duro religioso-militare.

Nei giorni precedenti il sistema aveva esibito compattezza: l’Assemblea degli Esperti lo aveva nominato, la Guardia Rivoluzionaria aveva giurato “obbedienza totale” e i media governativi mostravano raduni notturni in suo sostegno. Un tentativo esplicito di proiettare l’immagine di una transizione indolore.