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Bombe israeliane nel campo Unifil nel Sud del Libano: tensione altissima

Spari sul quartier generale nepalese a Mays al-Jabal: cresce l'allarme per la sicurezza dei caschi blu

13 Marzo 2026, 23:47

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Bombe israeliane nel campo Unifil nel Sud del Libano: tensione altissima

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Un nuovo episodio di violenza scuote il già fragile equilibrio del Sud del Libano, riportando in primo piano il tema della sicurezza dei caschi blu delle Nazioni Unite impegnati nella missione Unifil.

Il quartier generale del battaglione nepalese a Mays al-Jabal è stato raggiunto stasera, venerdì, da quelli che i media statali libanesi hanno indicato come “proiettili israeliani”, caduti all’interno del perimetro della base.

Al momento non sono pervenute comunicazioni ufficiali né da Unifil né dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf), ma l’accaduto riapre interrogativi urgenti su come tutelare i peacekeeper in un’area in cui il “cessate il fuoco” appare estremamente fragile e regolarmente smentito dai fatti.

L’installazione colpita si trova nel distretto di Marjayoun ed è un nodo strategico del “Sector East” della missione. In questa porzione di territorio a ridosso della Linea Blu — il tracciato non visibile che dal 2006 separa, più sulla carta che sul terreno, Israele e Libano — il contingente nepalese svolge compiti essenziali: pattugliamenti, osservazione, supporto alle Forze Armate Libanesi e assistenza sanitaria alla popolazione.

L’episodio di Mays al-Jabal non è isolato. Appena una settimana prima, il 6 marzo 2026, una postazione Unifil a Qawzah, nel settore occidentale, era stata raggiunta da colpi che avevano provocato il ferimento di alcuni peacekeeper ghanesi. In quell’occasione, le ricostruzioni oscillavano tra l’ipotesi di fuoco deviato e quella di un attacco deliberato, a testimonianza dell’elevato rischio in un fronte dove le versioni ufficiali sono spesso messe in discussione dalle evidenze sul campo.

Mays al-Jabal è da tempo una “località-cerniera” ad altissima tensione, esposta a scambi di artiglieria, incursioni e alla guerra moderna dei droni. A gennaio 2026, una pattuglia francese di Unifil ha dovuto impiegare contromisure elettroniche per respingere un drone proveniente dal lato israeliano proprio in questo comune, segnalando come lo spazio aereo sia divenuto un teatro ibrido in cui l’incidente è sempre possibile.

I segni degli attriti sono continui: nel giugno 2025 l’Esercito Libanese, in coordinamento con Unifil, aveva ricolmato una trincea di 200 metri scavata dalle Idf, in un gesto di riaffermazione della sovranità nazionale. Già nel gennaio dello stesso anno, giornalisti internazionali avevano documentato la presenza di checkpoint israeliani legati a un accordo di cessazione delle ostilità rimasto inattuato, evidenziando una cronica mancanza di sincronizzazione nei ritiri.