Il conflitto
Raid degli Stati Uniti su Kharg, Trump risparmia i giacimenti ma minaccia l'Iran: rischio escalation nello Stretto di Hormuz
Rivendicata l'eliminazione degli obiettivi militari, mentre Teheran avverte: «Saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere» le infrastrutture funzionali agli Usa
«Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all’occhiello dell’Iran: l’isola di Kharg». Lo riferisce Donald Trump con un post su Truth, in merito all’isola da cui transita circa l’80% dell’export petrolifero di Teheran, finora risparmiata dagli attacchi.
«Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto - ha continuato il presidente degli Stati Uniti - Tuttavia, per senso di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull'isola. Ciononostante, qualora l’Iran, o chiunque altro, dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione».
Poco prima di salire a bordo dell’Air Force One dalla Joint Base Andrews, in Maryland, diretto verso la Florida, il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l’isola di Kharg, risparmiando le infrastrutture vitali attraverso cui transita quasi tutto il greggio iraniano. Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz tra mine piazzate e i missili lanciati contro le petroliere, ma anche indirizzata alla Cina, unico Paese indicato come ancora destinatario del petrolio in uscita voluto dai Pasdaran, perché possa favorire un traffico marittimo regolare.
L’obiettivo strategico delle incursioni sull'isola, finora risparmiata dalla guerra, fa emergere la minaccia di futuri attacchi contro le infrastrutture petrolifere come una significativa escalation nell’impegno degli Stati Uniti di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Trump ha preannunciato l’invio della Us Navy per scortare le petroliere nella navigazione attraverso la cruciale via d’acqua, dopo che le unità navali iraniane ne avevano di fatto bloccato il transito in risposta al conflitto in corso, innescando un balzo dei prezzi delle quotazioni del greggio anche oltre i 100 dollari al barile.
L’esercito iraniano ha promesso di «ridurre in cenere» le infrastrutture petrolifere ed energetiche legate agli Stati Uniti in Medio Oriente, in risposta alla minaccia di Donald Trump di attaccare l’isola di Kharg. «Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa - ha detto ai media di Teheran il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, affiliato alle Guardie della rivoluzione - saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere».
Durante gli attacchi statunitensi all’isola iraniana di Kharg, sono state segnalate circa 15 esplosioni e fumo denso, ma nessuna infrastruttura petrolifera è stata danneggiata: lo riporta l’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. La Fars aggiunge che il nemico ha cercato di attaccare i sistemi di difesa dell’esercito, il porto di Joshan, la torre dell’aeroporto e la base degli elicotteri, ma nessun sito petrolifero è stato danneggiato, poiché i sistemi difensivi iraniani hanno protetto l’isola.