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Dissenso

Roma, il "no sociale" in piazza: in fiamme cartelloni di Meloni, Nordio e Trump

La manifestazione sul referendum sulla giustizia e sul no alla guerra: richieste di dimissioni del governo, appelli per la pace e striscioni internazionalisti

14 Marzo 2026, 16:24

20:40

Roma, il "no sociale" in piazza: in fiamme cartelloni di Meloni, Nordio e Trump

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Movimenti e cittadini sono tornati in piazza oggi a Roma per esprimere il "no sociale" al Referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, chiedendo le dimissioni del governo ma anche per dire stop alla guerra.

Alla manifestazione, promossa da Potere al Popolo, hanno aderito diverse realtà, dai collettivi studenteschi (come Osa e Cambiare Rotta) ai movimenti per la Palestina tra cui il Global Movement to Gaza, fino ai movimenti di lotta per la casa, i centri sociali e l’Usb.

Tra gli slogan scanditi dai manifestanti che si sono dati appuntamento a piazza della Repubblica "vota no, Giorgia Meloni vattene" ma anche "Giù le mani dall’Iran" e "Giù le mani da Cuba socialista" ma anche "Crosetto torna a Dubai".

Ad aprire il corteo lo striscione "No al referendum, no alla guerra, no al governo liberticida" firmato dal "comitato per il no sociale".

A seguire lo striscione di Potere al Popolo con su scritto "Diciamo no all’Italia peggiore, no alla guerra, no al governo Meloni".

Alcuni manifestanti esibiscono manifesti con la foto della premier Meloni che stringe la mano del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, le foto di Bossi, Salvini e Santanchè con la scritta "diciamo no all’Italia peggiore".

Tra le bandiere, oltre a quelle di Potere al Popolo, tante della Palestina ma anche quelle di Cuba, Venezuela e Iran e la bandiera della Pace.

Il corteo è appena partito da piazza della Repubblica diretto a piazza San Giovanni.

Durante il corteo sono stati bruciati con i fumogeni due cartelloni con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, in uno insieme al ministro Nordio. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: «No al vostro referendum». Mentre la seconda fotografia rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: «No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati».

All’inizio di via Cavour altri manifestanti hanno bruciato anche due cartelloni con la foto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’immagine di una bandiera Usa. I ragazzi, nello stesso momento, hanno poi mostrato uno striscione con su scritto «Contro le aggressioni imperialiste, difendere Cuba socialista».

In serata è arrivato il commento del Collettivo autorganizzato universitario alle tante reazioni che si sono registrate sull'atto di bruciare le foto dei rappresentanti delle Istituzioni.

«Quanto scandalo per un pezzo di carta bruciato! Eppure noi non ci vergogniamo. Anche se ci vorrebbero fare credere che esprimere dissenso vada contro la democrazia si tratta pur sempre di un foglio di carta».

«Non siamo noi a essere i violenti in questo Paese. Violento è chi vuole riscrivere la Costituzione a favore della propria maggioranza - proseguono - Violento è chi continua a sostenere chi fomenta guerre in giro per il mondo, le cui conseguenze ricadono sulla vita della maggioranza delle persone».

Infine, indirizzano «un messaggio» al leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, e a «tutta l'opposizione»: «Basta prostrarsi ai piedi del governo - dicono - i problemi del Paese non sono dei giovani che vogliono un mondo migliore».