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L'incognita

Un piano francese per la pace in Libano? Parigi smentisce e la tensione resta alta

Il Libano potrebbe riconoscere Israele in cambio di un patto di non aggressione, il disarmo di Hezbollah e garanzie internazionali

14 Marzo 2026, 22:34

22:40

Un piano francese per la pace in Libano? Parigi smentisce e la tensione resta alta

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Il governo francese, secondo Axios e Channel 12, avrebbe formulato una proposta per porre fine alla guerra in Libano che include un passo senza precedenti: il riconoscimento di Israele da parte del Libano. Gerusalemme e Washington starebbero quindi esaminando la proposta che potrebbe portare a uno storico accordo di pace tra Libano e Israele.

Il ministero degli esteri di Parigi, però, in serata ha dichiarato che non esiste «alcun piano francese» per tentare di porre fine alla guerra in Libano tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah. «La Francia ha sostenuto l’apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele e si è offerta di facilitarli. Sarà compito delle parti, e solo delle parti, definire l’agenda di questi colloqui», ha affermato il Ministero degli Esteri in una dichiarazione inviata all’Afp.

In precedenza il presidente Emmanuel Macron aveva invitato Israele ad accettare «la disponibilità dell’esecutivo libanese ad avviare colloqui diretti», ai quali «tutte le componenti della società devono essere rappresentate», offrendo di ospitarli a Parigi. «Ho parlato ieri con il presidente Aoun, il primo ministro Salam e il presidente del parlamento Berri. Bisogna fare tutto il possibile affinché il Libano non precipiti nel caos», ha scritto Macron su X.

Il governo di Beirut in questi giorni ha espresso profonda preoccupazione per la ripresa della guerra provocata dalla decisione di Hezbollah di tornare ad attaccare il territorio israeliano «per vendicare la morte della guida suprema Ali Khamenei». Raid intensi a cui l’Idf e il ministro della Difesa Israel Katz hanno minacciato di rispondere con una vera e propria manovra di terra in Libano.

Ora, secondo le fonti di Axios e Channel 12, il Libano in una fase iniziale dichiarerebbe la propria disponibilità ad avviare negoziati per un patto di non aggressione permanente con Israele.

La «dichiarazione politica» finale (che dovrebbe arrivare in due mesi) includerebbe il riconoscimento iniziale di Israele da parte del Libano e dovrebbe sottolineare l’impegno del governo libanese a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di Israele.

Israele e Libano ribadiranno il loro impegno nei confronti della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che ha posto fine alla guerra del 2006, e dell’accordo di cessate il fuoco del 2024.

Il governo libanese si impegnerà a prevenire attacchi contro Israele dal suo territorio e ad attuare il suo piano per disarmare Hezbollah e proibire l’attività militare nel Paese.

L’esercito libanese verrebbe ridispiegato a sud del fiume Litani e l’Idf si ritirerebbe entro un mese dai 5 punti presi dall’inizio della guerra.

Le forze Unifil verificheranno il disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, mentre una coalizione di Paesi operante sotto mandato del Consiglio di Sicurezza supervisionerà il disarmo di Hezbollah nel resto del Paese.

Il consigliere e genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, sta guidando intanto la mediazione e l’ex ministro e stretto collaboratore di Benjamin Netanyahu, Ron Dermer, dovrebbe rappresentare Israele su incarico del premier.

«È difficile credere che si possa impedire un’operazione di terra su vasta scala in Libano, e sembra che alla fine saranno i soldati dell’Idf a dover svolgere il difficile compito di disarmare Hezbollah», ha affermato una fonte vicina al dossier parlando con Yedioth Ahronot.

Dal canto suo, venerdì il leader di Hezbollah Naim Qassem ha dichiarato che il gruppo è pronto a una lunga guerra: «Ci siamo preparati per un lungo confronto e, se Dio vuole, gli israeliani saranno colti di sorpresa sul campo di battaglia», ha affermato nel suo secondo discorso televisivo dall’inizio degli attacchi a Israele.

Nel frattempo la diplomazia sta lavorando freneticamente e, secondo quanto si è appreso, il presidente libanese Joseph Aoun ha già nominato una squadra negoziale per i colloqui.