16 marzo 2026 - Aggiornato alle 15 marzo 2026 23:30
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La chiusura

Milano-Cortina, l’Italia paralimpica fa la storia: 16 podi e un nuovo orizzonte

Azzurri di casa, cuore d’acciaio: il bilancio finale segna un record di medaglie e un salto culturale, mentre il capolavoro di Bertagnolli illumina l’ultima giornata

15 Marzo 2026, 22:02

22:10

Milano-Cortina, l’Italia paralimpica fa la storia: 16 podi e un nuovo orizzonte

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Un urlo, quasi liberato. È quello del protagonista di questi Giochi paralimpici, Giacomo Bertagnolli, ma è anche la fotografia di un’Italia che, davanti al proprio pubblico, ha cambiato passo. Alla chiusura delle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 — una rassegna disputata dal 6 al 15 marzo 2026 con cerimonia finale allo Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo — il medagliere azzurro racconta una stagione da ricordare: 16 medaglie complessive (di cui 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi), un bottino che vale il 4° posto nel medagliere e, soprattutto, il miglior risultato paralimpico italiano degli ultimi 50 anni. Un sorpasso netto sul precedente primato: Lillehammer 1994, quando l’Italia si fermò a 13 podi senza ori.

Un record costruito gara dopo gara

Il dato dei 16 podi non è un numero freddo: è un mosaico che mette insieme conferme, riscatti e prime volte. Il salto di qualità rispetto al più recente passato è evidente già a metà programma, quando l’Italia aveva superato i 7 podi di Pechino 2022; la progressione si è poi consolidata fino al traguardo di 16 medaglie e al piazzamento tra le prime quattro nazioni.

A trainare il gruppo è stato il fuoriclasse dello sci alpino Giacomo Bertagnolli, accompagnato dalla guida Andrea Ravelli: per lui, un’edizione da enciclopedia con 5 medaglie personali, equamente divise tra tecnica e velocità, che aggiornano anche il suo palmarès complessivo. Il suo percorso a Milano-Cortina recita: 2 ori, 2 argenti e 1 bronzo — il via col bronzo in discesa, poi l’argento in superG, quindi l’oro in combinata, l’argento in gigante e il trionfo finale in slalom. Un “cinque su cinque” che diventa simbolo dell’edizione italiana.

Le firme d’oro: Mazzel, De Silvestro, Perathoner

Accanto a Bertagnolli, altre storie hanno acceso l’entusiasmo. La portabandiera Chiara Mazzel — guidata da Nicola Cotti Cottini — ha trovato sulla “Olympia” di Cortina l’altalena perfetta: argento in discesa e, due giorni dopo, lo scatto che vale l’oro nel superG ipovedenti. Una medaglia che conta doppio: tecnica scintillante e carisma, con l’Italia in piedi sugli spalti.

Nel settore sitting, René De Silvestro ha scolpito una prima storica: l’oro nel gigante, conquistato con freddezza e traiettorie pulite, è la sua firma sul metallo più prezioso e una pietra miliare per il movimento tricolore in questa categoria.

E non è tutto: lo snowboard ha cambiato prospettiva. Emanuel Perathoner, rientrato nel grande giro dopo un infortunio e un percorso di rinascita sportiva, ha timbrato addirittura una doppietta d’oro tra banked slalom e snowboard cross nella classe SB-LL2, proiettando l’Italia in un territorio dove storicamente non si contavano molti trionfi paralimpici.

Argenti pesanti e bronzi da brividi

Dove non è arrivato l’oro, spesso sono arrivate medaglie pesantissime. Federico Pelizzari ha artigliato un argento nella combinata standing alle spalle del francese Arthur Bauchet, confermando continuità e ambizione. Nei giorni clou, sono maturati poi gli argenti di Bertagnolli in superG e gigante, oltre a quello di Mazzel nella combinata. Nel fondo, il capolavoro di resistenza di Giuseppe Romele ha illuminato la 20 km sitting: il suo bronzo, arrivato in rimonta al Lago di Tesero, ha restituito il senso di un lavoro che parte lontano e fa bene a tutto il gruppo. Completano il bottino i podi iniziali in discesa e l’insieme dei piazzamenti che, a parità di numero di podi, hanno spesso fatto la differenza nel confronto con le altre nazioni.

Il confronto con la storia: la svolta su Lillehammer ‘94

Per apprezzare la portata del risultato basta un confronto secco: Lillehammer 1994 resta per gli azzurri un’icona paralimpica invernale, ma con un limite — 13 medaglie e nessun oro. A Milano-Cortina 2026 l’Italia supera quel totale, mette in bacheca 7 ori e si arrampica fino al 4° posto nella graduatoria complessiva, segnando una discontinuità storica. Nel mezzo, stagioni altalenanti e una progressione che, già durante la settimana, aveva fatto intravedere il sorpasso: l’asticella di Pechino 2022 (7 medaglie) è stata superata in corsa, e l’inerzia ha portato gli azzurri a quota 16 nel giorno della chiusura.