la guerra
Pasqua 2026, una stangata dietro l'altra tra rincari per carburanti, aerei e per le "tradizioni": come difendersi dalla "shrinkflation"
A due settimane dalla festa, voli e treni più cari e dolci in rialzo: prezzi dinamici, rincari fino al +40%
A due settimane dalla Pasqua del 5 aprile 2026, mentre il Paese si prepara alle consuete celebrazioni, l’attesa si scontra con una realtà poco confortante: una nuova fiammata dei prezzi che penalizza sia chi si mette in viaggio sia chi vuole imbandire la tavola con i dolci della tradizione.
Dall'aereo alle uova di cioccolato, la lievitazione dei listini alimenta un acceso confronto sulle difficoltà delle famiglie davanti alle spese stagionali.
Trasporti, il solco Nord-Sud
Per fuorisede e viaggiatori che puntano a rientrare in famiglia, il conto è sempre più salato. Assoutenti segnala come caso emblematico la rotta Genova-Catania: tra venerdì 3 e martedì 7 aprile, il costo minimo per un andata e ritorno è schizzato a 418 euro. Si tratta, peraltro, di una tariffa “base”, che non comprende servizi ormai essenziali come il bagaglio in stiva o la scelta del posto. Non va meglio sui binari: sull’Alta Velocità, le ultime disponibilità per la sola andata da Genova a Salerno partono da 92 euro, mentre per Napoli si arriva a 117 euro.
Le cause: domanda di picco e algoritmi
I dati Istat di febbraio 2026 certificano un'accelerazione dei prezzi al consumo nei servizi di trasporto, in aumento del 3,0% su base annua; il trasporto aereo passeggeri segna un balzo del +10,4%. A spingere in alto le tariffe è soprattutto il “dynamic pricing”: la maggior parte dei vettori aggiorna i prezzi in tempo reale, incrociando l’impennata della domanda festiva con un’offerta di posti sostanzialmente rigida. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha di recente indagato l’uso degli algoritmi sulle tratte da e per le isole, escludendo intese tra compagnie ma confermando che la domanda “di picco” determina fisiologici rialzi anche molto marcati. Sul fronte ferroviario, l’offerta resta concentrata su pochi corridoi; l’ingresso atteso di nuovi operatori esteri sull’Alta Velocità potrebbe, nel medio periodo, accrescere la concorrenza e moderare i prezzi.
Dolci pasquali, prezzi da capogiro
La stangata non risparmia il carrello. Altroconsumo e Codacons rilevano rincari sensibili per i prodotti tipici: le uova di cioccolato industriali segnano aumenti medi del +5,4%, con punte tra il +30% e il +40% su base annua. A incidere maggiormente sono gli articoli legati a “licenze” e marchi noti, capaci di spingere i listini fino a 70-80 euro al chilo. Anche per le colombe prosegue la tendenza avviata nel 2025, con incrementi che raggiungono il +20%.
Cacao in calo, scontrini invariati
Sebbene sui mercati internazionali si intravedano segnali di allentamento per le quotazioni del cacao, i benefici non si sono ancora trasferiti al dettaglio. Pesano i contratti di fornitura a termine e i costi non direttamente legati alle materie prime — energia, logistica, lavoro e marketing — che mantengono elevati i prezzi allo scaffale. Gli esperti invitano a verificare sempre il “prezzo al chilo”: è l’unico parametro realmente comparabile e il miglior alleato per smascherare la “shrinkflation”, la pratica che riduce il peso del prodotto a parità di confezione e di costo.
In questo quadro, la Pasqua 2026 rischia quindi di presentare un conto salato sia a chi viaggia sia a chi festeggia in casa, tra tariffe in ascesa e dolci sempre più “preziosi”.