il caso
Il racconto del catanese che è salito sul palco di Giorgia Meloni: «Ho chiesto alla scorta di spostarsi e così ha fatto»
Giovedì sera al teatro Parenti di Milano, Orazio Maurizio Musumeci per qualche secondo è diventato l'assoluto protagonista. Chi è e come ha fatto?
«Ho colto l'attimo sfuggente». Il momento che aspettava da anni, Orazio Maurizio Musumeci lo ha vissuto giovedì sera al teatro Franco Parenti di Milano: ha atteso che Giorgia Meloni salisse sul palco per raggiungerla e consegnarle un suo libro, eludendo scorta e vigilanza e lasciando sospesa una frase enigmatica e per certi versi inquietante: «Mi aspetto le dimissioni di Mattarella eh». «Come ho fatto? Coi piedi», risponde quattro giorni dopo il diretto interessato.
Musumeci ha 64 anni, è nato a Catania, città che ha lasciato quando aveva appena cinque anni. Il lavoro del papà poliziotto lo ha portato a trasferirsi in Toscana, dove è rimasto a lungo e di cui tradisce l'accento, prima di spostarsi ancora a Pavia, dove tuttora vive. Ha scritto due libri: uno, "Il tredicesimo presidente", racconta la surreale vicenda di cui è protagonista: autocandidatosi Presidente della Repubblica dopo avere «subito 27 anni di mobbing». Elettricista operaio, un passato in Enel, sempre secondo quanto da lui riferito, società nella quale dice di essere stato «demansionato». «Avrei dovuto sostituire Scaroni alla guida di Enel, mi hanno negato il diritto alla crescita», chiosa.
È convinto di essere vittima di un sistema per cui «ho denunciato i vertici dello Stato». Dice di avere scritto a Salvini, Nordio e La Russa. Al presidente del Senato e a quello della Camera «ho inviato una proposta di legge sulla meritocrazia». Tanto che giovedì, vedendo i ministri seduti in prima fila al teatro di Milano, corre a stringergli la mano. «Ho salutato Nordio e La Russa, loro sanno chi sono. E Ignazio mi dice: "Ah, Musumeci, aspetti che le presento il suo omonimo. Così ho conosciuto anche Nello, di cui però non sono parente a differenza di quanto scritto da qualcuno in questi giorni».
E con la stessa facilità, racconta, poco dopo è salito sul palco. «Ho chiesto alla guardia del corpo di spostarsi perché dovevo consegnare il libro alla presidente Meloni e lui si è spostato. Magari avrà pensato che fossi parte del programma, chissà». Razionale e irrazionale si mischiano.
Circa 15 minuti dopo essere diventato il protagonista a sorpresa della serata, col video del faccia a faccia con la premier rilanciato da tutte le testate nazionali, Musumeci viene fermato dalla Digos. «Mi hanno chiesto il perché del mio gesto, gliel'ho spiegato. Da tanto tempo ci pensavo, ma non volevo fare cazzate, fermarla per strada. E niente, alla fine - conclude - con gli agenti ci siamo fatti quattro risate insieme».
