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6 maggio 2026 - Aggiornato alle 07:54
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Indagini sul caso Rogoredo

Martellate sulla schiena, estorsioni e corpi denudati: tutte le accuse shock per Cinturrino e altri due poliziotti

L'omicidio pluriaggravato di Abderrahim Mansouri, detto Zack, sarebbe stato l'epilogo di una serie di reati che l'assistente capo e ad altri colleghi avrebbero commesso negli anni

16 Marzo 2026, 19:44

21:42

Martellate sulla schiena, estorsioni e corpi denudati: tutte le accuse shock per Cinturrino e altri due poliziotti

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Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato di più di 30 capi di imputazione, oltre all’omicidio pluriaggravato di Abderrahim Mansouri, assieme ad altri due agenti, che erano in servizio al Commissariato Mecenate, avrebbe denudato, scaraventato «a terra», colpito «con un martello sullo sterno e sui fianchi» e con "il collo di una bottiglia di birra" un tossicodipendente disabile. E tutti e tre, minacciandolo, avrebbero cercato di portargli via droga e denaro che l’uomo custodiva per conto di Mansouri.

È solo una delle imputazioni a carico dell’assistente capo - in questo caso per il reato di rapina - in cui il 41enne concorre con altri poliziotti. Per questo fatto del luglio 2025, in particolare, sono indagati anche gli agenti Davide Picciotto, quello che era poco dietro Cinturrino quando sparò a Mansouri, e Luigi Ramundo. I tre avrebbero minacciato il disabile dicendogli "dammi la storia, qua non comandano Zack e Minour". Zack era il soprannome di Abderrahim Mansouri. Il disabile, però, in quel caso sarebbe riuscito ad opporsi.

In un’altra delle imputazioni per estorsione (indagati Cinturrino e Ramundo), il procuratore Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia, che hanno firmato la richiesta di incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni dei testi, scrivono che i due avrebbero trascinato «nel bosco» un’altra persona, l’avrebbero denudata e pestata per costringerla a "rivelare i luoghi di imbosco» della droga e dei soldi di Mansouri.

Un’altra estorsione simile, sempre per scovare «i luoghi di imbosco», vede indagati Cinturrino e gli agenti Luigi Ramundo e Gaetano Raimondi. E poi ancora tra le accuse a Cinturrino figurano «percosse» con martellate «sulla schiena» e sulla testa, concussioni per richieste di soldi ai pusher anche da "800 euro"» il 22 gennaio scorso, arresti illegali con conseguenti iscrizioni pure per falso e calunnia ed eroina ceduta a tossicodipendenti.

E pure un’imputazione di sequestro di persona, per Cinturrino e l’agente Giuseppe Pisano, per aver chiuso «in una stanza» del Commissariato e aver picchiato un marocchino 29enne, l’8 dicembre scorso. Lo stesso giovane era stato arrestato illegalmente dai due il 3 aprile 2025. Gli avrebbero preso anche 50 euro.

«Qua comando io, non comandano i Mansouri». E’ questa in particolare la frase con cui Cinturrino avrebbe minacciato,

assieme a due colleghi, un pusher prima di spruzzargli contro dello «spray urticante». E costringendolo così, lo scorso settembre, a «rivelare» dove erano nascosti soldi e droga di Mansouri.

È solo un’altra delle imputazioni di estorsione che compaiono nella richiesta di incidente probatorio per ascoltare otto testimoni, tra cui pure l’afgano che fu teste oculare dell’uccisione del 28enne.

Dall’atto della Procura, da quanto risulta, vengono contestati a Cinturrino e ad altri agenti in totale cinque arresti illegali: un giovane tunisino sarebbe stato arrestato in modo illecito per due volte nel 2024 (su un caso c'è stata l'ormai nota sentenza di assoluzione del ventenne per direttissima) e un marocchino pure lui per due volte nel 2025. All’altra vittima di un presunto provvedimento illegale, il primo luglio 2025, avrebbero preso anche il telefono.

A Cinturrino e tre agenti, tra l’altro, viene imputato anche di aver «offerto» cocaina, lo scorso autunno, ad un tossicodipendente e ad altre persone non ancora identificate «in cambio di informazioni su chi stesse cedendo droga e sui luoghi di imbosco». Due agenti, poi, avrebbero pestato fino a mandare "in ospedale" un "cavallino", sempre per accaparrarsi soldi e droga di Mansouri. Per la stessa ragione Cinturrino avrebbe sferrato «due colpi di martello sullo sterno» ad un altro. Due, poi, le vittime di martellate «alla schiena» e alla testa anche tra ottobre e gennaio scorso.

La Procura evidenzia la necessità di sentire i testi, già ascoltati nell’indagine, con un incidente probatorio per non ripetere, poi, le audizioni nel processo, perché si tratta di persone o in carcere, e che potrebbero essere espulse, o senza fissa dimora.