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Guerra

Da Soleimani a Larijani tutti i vertici eliminati dai raid congiunti Stati Uniti-Israele mentre il direttore americano dell'antiterrorismo si dimette

Clamorosa la scelta di Joe Kent che sulla scelta di attaccare l'Iran aveva espresso più di una perplessità

17 Marzo 2026, 15:53

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Da Soleimani a Larijani tutti i vertici eliminati dai raid congiunti Stati Uniti-Israele mentre il direttore americano dell'antiterrorismo si dimette

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Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo americano si è dimesso per protesta contro la guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran. Joe Kent lamenta che l’amministrazione Trump sia entrata nel conflitto solo a seguito di "pressioni da parte di Israele e della sua potente lobby americana". "Dopo molte riflessioni, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla posizione di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con effetto immediato - ha comunicato -. Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana".

L’ultimo, oggi, è Ali Larijani, capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e considerato il “leader de facto” dell'Iran che l’aeronautica israeliana ha eliminato con un raid sul bunker dove si era rifugiato insieme al figlio. Sono almeno una dozzina gli alti funzionari iraniani eliminati finora nell’operazione congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele con l’obiettivo di rimuovere la minaccia alla sicurezza posta da Teheran e, secondo Benjamin Netanyahu, anche di un cambio di regime.

Tra questi figurano almeno cinque alti comandanti militari, tra cui Ali Shamkhani, stretto consigliere della defunta Guida Suprema. Ex segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, già gravemente ferito nella guerra dei 12 giorni di giugno, Shamkhani è stato ucciso il primo giorno della nuova offensiva. Lo stesso 28 febbraio sono stati uccisi il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il comandante dei Guardiani della Rivoluzione Mohammad Pakpour e il capo di stato maggiore delle forze armate Abdolrahim Mousavi. Ucciso nello stesso raid anche Mohammad Shirazi, che dal 1989 era a capo dell'Ufficio militare della Guida suprema dell'Iran.

Nello stesso giorno in cui è stato ucciso Larijani, infliggendo un duro colpo alla Repubblica islamica, l'esercito israeliano ha anche dichiarato di aver eliminato, in un altro attacco, Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, responsabili della dura repressione contro i manifestanti antigovernativi. Ucciso anche il suo vice, Qasim Qureshi. Fonti israeliane hanno riferito che anche Rahman Makdem, capo della Divisione Operazioni Speciali delle Guardie Rivoluzionarie, e Salah Asadi, capo dell'intelligence presso il quartier generale di emergenza militare iraniano, sono stati uccisi nella prima ondata di raid. Tra gli alti funzionari iraniani eliminati Israele indica anche Reza Mozaffari Nia, ex direttore del programma di armi avanzate dell'Organizzazione per l'Innovazione e la Ricerca Difensiva (Spnd) di Teheran e promotore dello sviluppo delle armi nucleari. Ucciso da Israele anche Hossein Jabal Amelian, presidente della Spnd che negli anni ha promosso progetti relativi alle armi nucleari.