Il ricordo
Auschwitz avrà un padiglione per gli ebrei italiani deportati: memoria vicino al Muro della Morte
Pronto entro due o tre anni, per restituire all'Italia uno spazio di memoria e formazione
Ad Auschwitz nascerà un padiglione per ricordare gli ebrei italiani deportati e il loro martirio sotto il nazismo. Sorgerà a pochi metri dal Muro della Morte, uno dei luoghi simbolo delle esecuzioni nel campo di sterminio, e sarà completato entro due o tre anni. A spiegarlo è stato lo storico Marcello Pezzetti, al termine della seconda giornata del Viaggio della Memoria promosso da Roma Capitale e dalla Città Metropolitana: due giorni tra Cracovia, Auschwitz e Birkenau, che hanno coinvolto 132 studenti delle scuole superiori romane accompagnati dal sindaco Roberto Gualtieri. Un’esperienza costruita in modo progressivo, dall’ascolto delle testimonianze fino all’impatto diretto con i luoghi dello sterminio.
Il nuovo spazio dedicato alla deportazione degli ebrei italiani, ha spiegato ancora Pezzetti, sarà allestito al primo piano del blocco che oggi ospita il padiglione olandese, riportando l’Italia dentro il percorso espositivo del lager dopo anni di assenza. Il progetto, ricorda lo storico, è stato promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e si avvale del contributo di una Commissione tecnico-scientifica composta da Bruno Maida, Marcello Pezzetti, Liliana Picciotto, Fabiana Maris, Maria Chiara Acciarini e Raffaella Di Castro. Per l'allestimento, il Comitato per l’allestimento comprende due architetti del Ministero della Cultura, Condó e Guccione, che collaborano alla definizione degli spazi e alla loro integrazione nel contesto storico.
I lavori per il padiglione italiano procedono secondo il piano previsto: il comitato scientifico ha elaborato il progetto scientifico ed espositivo, e ora si è arrivati all’ultimo confronto con il museo per il progetto architettonico. Il nuovo padiglione italiano si inserisce in una storia complessa: il precedente memoriale, realizzato negli anni Ottanta all’interno del campo, fu successivamente rimosso e trasferito a Firenze, dove è oggi conservato e visitabile.
La giornata degli studenti romani in visita ad Auschwitz si è aperta al Judenrampe, il tronco ferroviario dove arrivavano i convogli dei deportati: uomini, donne e bambini stipati nei vagoni, scaricati e immediatamente sottoposti alla selezione. In quel punto, accanto al vagone simbolo, studenti e istituzioni hanno osservato un lungo momento di silenzio, deponendo una pietra secondo la tradizione ebraica e una corona di fiori.
«Solo venendo qui si comprende davvero l’abisso di disumanità che è stata la Shoah», ha detto il sindaco Roberto Gualtieri. Un abisso che, ha ricordato, non fu casuale ma frutto di scelte precise: il nazismo e la complicità del fascismo. Un sistema in cui l’orrore si consumava nella quotidianità, nella normalità apparente di gesti ripetuti come un lavoro qualsiasi.»
Quest’anno, per la prima volta, gli studenti romani non sono stati accompagnati nel viaggio dai superstiti, ma il passaggio è stato reso forte dalle parole ascoltate il giorno precedente. In collegamento, Andra e Tatiana Bucci — deportate da bambine e sopravvissute — hanno raccontato la loro storia alle scuole.
Tatiana ha parlato non solo del passato, ma anche del presente: "Io penso soprattutto ai bambini di oggi, a tutti i bambini di qualsiasi colore, e questo mi fa star male più di quello che ho sofferto io quando ero nei campi", ha detto. "Mi fa star male la situazione di oggi, perché penso ai bambini che se ne vanno mentre io ho avuto la fortuna di arrivare a 88 anni e vorrei che tutti i bambini del mondo arrivassero alla mia età."
La giornata si è conclusa al Muro della Morte, tra raccoglimento e commozione. Ed è proprio qui che il progetto del padiglione acquista il suo significato più profondo: non solo uno spazio espositivo, ma un presidio di memoria. "La salute della nostra democrazia dipende dal guardare in faccia questa storia", ha ricordato Gualtieri. È il senso di un viaggio che, in due giorni, porta gli studenti dalla conoscenza alla consapevolezza.