Un altro femminicidio
Donna uccisa a coltellate dal marito a Bergamo: c'è l'ipotesi della gelosia ma il movente resta un mistero
La vittima aveva 42 anni, l'assassino, che ha tentato il suicidio, ha 50 anni, Indagini della Polizia
Un pomeriggio ordinario di metà marzo si è trasformato in un’ennesima tragedia domestica. In un appartamento di via Pescaria, a Bergamo, una donna di 42 anni è stata uccisa a coltellate dal marito cinquantenne. Vittima e carnefice sono italiani. Il delitto si è consumato all’improvviso, spezzando la quiete di un quartiere recentemente noto soprattutto per i cantieri della nuova linea tranviaria e gettando nello sgomento i residenti.
Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo avrebbe inferto diversi fendenti, colpendo la moglie in “punti vitali”. Subito dopo, avrebbe tentato di togliersi la vita, ma è stato rapidamente bloccato e arrestato dagli agenti della Polizia intervenuti sul posto. La Squadra Volante e la Polizia Scientifica hanno effettuato a lungo i rilievi sui pianerottoli e all’interno dell’abitazione.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Antonio Mele della Procura di Bergamo, mirano a definire con precisione dinamica e movente. Al momento si procede con estrema cautela: dalle prime verifiche non emergono dissidi pregressi noti alle forze dell’ordine, né risultano denunce o segnalazioni al numero antiviolenza 1522.
Gli investigatori stanno procedendo all’analisi dei dispositivi elettronici della coppia per ricostruire comunicazioni e spostamenti dei giorni precedenti. Saranno inoltre verificate eventuali pregresse visite sanitarie o richieste di aiuto informali a colleghi e parenti, e si procederà rapidamente all’ascolto dei testimoni.
I primi accertamenti medico-legali e lo studio di impronte e traiettorie saranno decisivi per stabilire la sequenza temporale tra l’omicidio e il tentato suicidio, nonché per rilevare eventuali segni di colluttazione: elementi determinanti per la qualificazione giuridica del reato e delle sue aggravanti.
L’omicidio di via Pescaria si inserisce, purtroppo, in una scia drammatica che l’Italia conosce bene. I dati di Istat e Ministero dell’Interno delineano un quadro allarmante: sebbene il numero complessivo degli omicidi sia stabile o in calo, la quota di vittime donne in ambito familiare resta altissima.
Nel 2024 si sono registrate poco più di cento vittime femminili su circa trecento omicidi totali, nella maggior parte dei casi uccise da partner o ex partner, l'ultimo a Messina pochi giorni da con Daniela Zinnanti uccisa dal suo ex. Anche i report della Direzione Centrale della Polizia Criminale indicano che nel 2025 i femminicidi sono rimasti statisticamente stabili.