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18 marzo 2026 - Aggiornato alle 23:11
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La guerra

Missile balistico iraniano centra il più grande hub di gas del mondo in Qatar: prezzo dell'energia alle stelle

Attacco a Ras Laffan: incendio nel più grande porto del GNL, shock sui mercati e Doha minaccia di rispondere

18 Marzo 2026, 22:04

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Missile balistico iraniano centra il più grande hub di gas del mondo in Qatar: prezzo dell'energia alle stelle

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Fuoco nel porto industriale di Ras Laffan, in Qatar, il più grande hub mondiale per l’export di gas naturale liquefatto epicentro di una crisi internazionale senza precedenti. Un missile iraniano ha colpito il complesso, innescando un vasto incendio.

Secondo i resoconti, Teheran ha lanciato in totale cinque ordigni: quattro sono stati neutralizzati dalle difese aeree, ma l’impatto del quinto ha dimostrato in modo inequivocabile che gli scudi di intercettazione attenuano i danni, senza però garantire l’infallibilità.

L’episodio s’inserisce in una pericolosa spirale di ritorsioni scaturita il 28 febbraio 2026 dai raid congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. In risposta, Teheran ha iniziato a colpire sistematicamente l’ecosistema energetico del Golfo e le infrastrutture legate alla presenza militare statunitense.

Il Qatar, che ospita il quartier generale avanzato degli USA nella base di Al Udeid, si trova a un crocevia critico: quell’avamposto protegge l’emirato ma al contempo ne catalizza la vulnerabilità, fungendo da canale per l’Iran per “parlare” direttamente con Washington.

I riflessi sui mercati confermano quanto l’economia del rischio sia ormai istantanea. Già il 2 marzo 2026 QatarEnergy aveva annunciato la sospensione della produzione di GNL a seguito degli attacchi contro Ras Laffan e Mesaieed. Le ripercussioni sono state violente: il Brent ha oltrepassato la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022, mentre in Europa i future sul gas hanno registrato impennate giornaliere tra il 45% e il 54%, con i noli dei metanieri schizzati ai massimi. Ras Laffan è una sorta di “banca centrale” del GNL: gestisce circa il 18-20% del commercio globale, pari a 77 milioni di tonnellate l’anno. Quando questo snodo rallenta, Europa e Asia restano immediatamente a corto di alternative rapide, aggravando le tensioni sul transito nello Stretto di Hormuz.

La risposta istituzionale di Doha ha coniugato fermezza e prudenza. Il Ministero della Difesa ha confermato di non aver ricevuto alcun preavviso dalle autorità iraniane. Pur rivendicando il “diritto di rispondere”, il Qatar sta calibrando il proprio messaggio strategico per preservare il ruolo di mediatore regionale, bilanciando deterrenza militare e diplomazia.

A complicare il quadro, imperversa una spietata guerra dell’informazione. Sui canali digitali sono circolati numerosi filmati di traccianti e missili nei cieli dell’emirato: alcuni autentici, altri smentiti dai fact-checker come deepfake generati dall’intelligenza artificiale o vecchi video d’archivio riciclati ad arte. Questa rapida propagazione di falsità funge da pericoloso moltiplicatore di panico, con il rischio di alterare la percezione pubblica della sicurezza e persino di condizionare le speculazioni sui mercati e le decisioni di trading.