La crisi mondiale
La Cina condanna l'uccisione di Larijani e avverte gli Usa su Taiwan
Il ministero degli Esteri di Pechino definisce «inaccettabili» gli omicidi mirati in Medio Oriente. Monito a Washington: «Smettete di alimentare la teoria della minaccia cinese»
La Cina condanna duramente l'uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani da parte di Israele, definendo l'atto inaccettabile e ribadendo la richiesta di un cessate il fuoco immediato. Durante una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha sottolineato la ferma opposizione della Cina all'uso della forza nelle relazioni internazionali, evidenziando in particolare la gravità degli omicidi mirati di leader e degli attacchi contro obiettivi civili.
La diplomazia cinese si è espressa anche sui rapporti con Washington, esortando gli Stati Uniti a interrompere la diffusione della teoria che dipinge la Cina come una minaccia globale. La dichiarazione fa seguito alla diffusione di un rapporto dell'intelligence americana secondo cui Pechino non avrebbe in programma un'invasione di Taiwan per il prossimo anno. Lin Jian ha invitato esplicitamente gli Stati Uniti a correggere la propria visione strategica e a mantenere un atteggiamento cauto, sia nelle dichiarazioni che nelle azioni, riguardo alla delicata questione dell'isola autonoma.