crisi demografica
La nuova frontiera del Cremlino: donne che non vogliono figli indirizzate a colloqui psicologici
Secondo lo StraitsTimes, la Russia indirizzerà le donne che non vogliono diventare mamme verso le cure mentali: nuove linee guida per contrastare la denatalità e promuovere la genitorialità
La Russia indirizzerà le donne che non desiderano avere figli verso consulenze psicologiche, è quel che riferisce lo StraitsTimes, il più antico giornale in lingua inglese di Singapore. Secondo il quotidiano, le nuove linee guida sanitarie prevedono questo reindirizzo allo psicologo nell'ottica di risolvere la crisi demografica sistemica.
L'ultima frontiera della colpevolizzazione a carico delle donne, arriva, dunque, dal Cremlino.
La denatalità è, d'altronde, una criticità molto seria in Russia, non a caso aggravata dal fatto che molti militari sono impegnati in zone di guerra. Il problema, dunque, sarebbe ben al di là delle scelte delle donne russe. Tuttavia, sarebbe questa l'unica strategia di Putin per fronteggiare la crisi di natalità nell'ex Unione sovietica.
Le nuove direttive del ministero della Salute, prevedono, dunque, che durante i controlli sulla salute riproduttiva, i medici chiedano alle donne quanti figli desiderino avere. Se la donna risponde che preferisce non averne, allora "si raccomanda di inviare la paziente a un colloquio con uno psicologo medico con l'obiettivo di. formare un atteggiamento positivo verso la genitorialità", riporta ancora il quotidiano di Singapore.
Il capo del Cremlino ha descritto il calo demografico come una questione di sopravvivenza nazionale. Ma la guerra non è il fattore principale. Lo è la scelta delle donne.