La guerra
«Traditori sionisti»: Iran, l'intelligence annuncia 97 arresti e smantella diverse cellule armate
Gli indagati sono accusati di essere diretti da Usa e Israele. Sequestrate armi ed esplosivi in varie province del Paese, ucciso un ricercato
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha reso noto l'arresto di 97 persone, accusate di essere "traditori sionisti", e l'uccisione di un individuo definito un noto criminale, nel corso di una vasta operazione di sicurezza condotta in diverse aree del Paese. Secondo quanto riferito dalle autorità di Teheran e rilanciato dall'agenzia di stampa Fars, gli arrestati avrebbero agito sotto la presunta guida di Stati Uniti e Israele con l'obiettivo di seminare il caos e compiere omicidi mirati all'interno dei confini nazionali.
L'offensiva governativa ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di armi da fuoco e munizioni. In particolare, il comunicato ufficiale riporta lo smantellamento di cinque cellule armate nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, affacciata sul Golfo Persico, dove le forze di sicurezza hanno confiscato due fucili d'assalto Kalashnikov, dieci ordigni artigianali ad alto potenziale e diverse munizioni.
Le operazioni di intelligence si sono estese anche alle regioni del sud-est. In quest'area, il ministero ha confermato l'arresto di tredici presunte spie e la distruzione della cellula terroristica guidata da Nematollah Shahbakhsh, noto con lo pseudonimo di Jamuk. Quest'ultimo intervento è stato portato a termine attraverso un'azione congiunta che ha coinvolto la Direzione Generale dell'Intelligence della provincia del Sistan e Baluchistan, le forze di polizia e il Comando Quds delle Guardie della Rivoluzione Islamica.