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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:56
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il racconto

Cosa sta accadendo nella Russia di Putin? Il caso di Ilya Remeslo, il blogger finito in manicomio dopo avere criticato Vladimir

Un manifesto virale su Telegram rompe il fronte interno, attacchi mediatici e ricovero psichiatrico che svela le crepe nel sistema di potere a Mosca

19 Marzo 2026, 14:03

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Cosa sta accadendo nella Russia di Putin? Il caso di Ilya Remeslo, il blogger finito in manicomio dopo avere criticato Vladimir

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A oltre due anni dall’inizio della guerra in Ucraina, nel sistema blindato costruito da Vladimir Putin compaiono crepe non soltanto tra gli oppositori — per lo più in esilio o dietro le sbarre — ma persino nel campo dei sostenitori più allineati.

A scuotere in queste ore la politica e la sfera digitale russe è la clamorosa defezione di Ilya Remeslo, 42 anni, avvocato ed ex propagandista filogovernativo, noto per i suoi attacchi ai dissidenti, ed acerrimo rivale di Alexei Navalny.

La svolta è arrivata con la pubblicazione online di un manifesto diventato virale, intitolato “Cinque motivi per cui ho smesso di sostenere Vladimir Putin”.

Remeslo rompe ogni tabù politico accusando il presidente di condurre una guerra senza via d’uscita e con pesanti perdite, di avere devastato l’economia per costruire “palazzi per sé e i suoi amici”, di censurare la rete e di avere accentuato a tal punto la concentrazione del potere da risultare “corrotto in modo assoluto” da quasi 27 anni. La sua conclusione è netta: Putin sarebbe “illegittimo”, un ladro e un “criminale di guerra” che dovrebbe dimettersi. Il tutto in un clima molto buio a Mosca e in tutta la Federazione dove anche le connessioni dei cellulari sono limitate "per ragioni di sicurezza" e dove il Governo ha bloccato Whatsapp, limitato Telegram e invogliato i russi a comunicare su una piattaforma statale.  

L’apparato mediatico fedele al Cremlino si è immediatamente mobilitato per screditare l’ex alleato. Il popolare conduttore Vladimir Solovyov ad esempio ha attaccato Remeslo suggerendo che possa essere “impazzito” o avere “cambiato schieramento”. In trasmissione ha liquidato il caso come questione psichiatrica stagionale: “È primavera, le malattie mentali si acutizzano, iniziano a reclutare i nostri cittadini mentalmente instabili”, ha detto, definendo infine l’avvocato un semplice “compagno di viaggio temporaneo” di cui il sistema può fare a meno.

Subito dopo le sue critiche, Remeslo ha ricevuto telefonate concitate da contatti nei servizi di sicurezza che lo esortavano, nel panico, a rimuovere i post. Pur avendo dichiarato ai cronisti di essere “pronto per qualsiasi processo contro di me”, gli eventi hanno preso una piega più buia che richiama lo spettro della psichiatria punitiva d’epoca sovietica.

Poco dopo, infatti, Remeslo è stato ricoverato all’Ospedale Psichiatrico “Skvortsov-Stepanov” di San Pietroburgo. La notizia, rilanciata inizialmente dal blogger pro-guerra Alexander Kartavykh, è stata in seguito confermata dall’emittente Fontanka, che ha verificato l’informazione tramite il servizio d’informazioni della struttura sanitaria. Dopo il ricovero, diversi tentativi di contattarlo da parte dei giornalisti non hanno avuto esito.

Sulle ragioni del clamoroso voltafaccia, il canale Telegram “Slovo Zashchite” avanza un’ipotesi più calcolata: il riposizionamento di Remeslo potrebbe essere legato a un’indagine preliminare a suo carico; le sue denunce pubbliche servirebbero a predisporre il terreno per presentare come politicamente motivate eventuali azioni legali contro di lui.