Il discorso
Da Salamanca il monito di Mattarella: "L'Europa dica no alla legge del più forte"
Nella sua lectio magistralis all'ateneo spagnolo, il capo dello Stato lancia l'allarme sulla crisi del multilateralismo e sull'indebolimento dei trattati per il controllo degli armamenti
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso di una lectio magistralis all'Università di Salamanca, ha delineato un quadro preoccupante dell'attuale ordine internazionale, caratterizzato da una perenne instabilità e dalla moltiplicazione dei fronti di crisi. Di fronte alla recessione del modello cooperativo multilaterale, sempre più soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla mera competizione e sulla legge del più forte, il Capo dello Stato ha esortato la Europa ad assumersi le proprie responsabilità storiche e politiche. Il continente europeo, forte di un pensiero sviluppatosi nei secoli a cui Italia e Spagna hanno ampiamente contribuito, deve avere il coraggio di opporsi all'ampliamento dei conflitti e proporre una visione alternativa concreta, dotata di strumenti d'azione nuovi e flessibili.
Alla base di questo rilancio europeo, secondo il Presidente, devono esserci i valori fondanti della dignità della persona e della libertà, principi profondamente condivisi con la sponda opposta dell'Atlantico. Mattarella ha ricordato a tal proposito il celebre discorso delle "quattro libertà" pronunciato dal presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt nel gennaio del 1941: libertà di parola, libertà di culto, libertà dal bisogno e libertà dalla paura. Quest'ultimo punto, ha sottolineato Mattarella citando Roosevelt, si traduce a livello globale nella necessità di una riduzione degli armamenti a un livello tale da impedire qualsiasi aggressione fisica tra nazioni, un traguardo che oggi appare drammaticamente in pericolo.
Il presidente della Repubblica ha infatti denunciato una grave e pericolosa involuzione del sistema multilaterale di controllo degli armamenti, un'architettura faticosamente costruita durante la Guerra Fredda e consolidata dopo la caduta dell'Unione Sovietica. Le continue sospensioni, i ritiri e i mancati rinnovi dei trattati stanno causando non solo una perdita di trasparenza e di fiducia reciproca, ma una vera e propria trasformazione del regime giuridico internazionale che mina la prevedibilità strategica e annulla la prevenzione delle escalation militari. Secondo Mattarella, l'attuale spinta alla distruzione dei vecchi equilibri non nasce dalla volontà di edificare un sistema globale più efficace, ma dal pericoloso tentativo di eliminare i limiti alla sovranità statale, spianando la strada alle aspirazioni egemoniche dei Paesi più ricchi e armati a discapito del divieto dell'uso della forza, dell'uguaglianza sovrana degli Stati e della promozione dei diritti umani.