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Villa Mussolini resta a Riccione: esclusa la bandiera "sabauda", vince il Comune
E' stata aggiudicata per 1.206.000 euro e sarà inserita nel sistema museale cittadino e valorizzata come polo culturale
Non sventolerà la bandiera sabauda su "Villa Mussolini" a Riccione. La residenza estiva del Duce, messa all’asta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e per cui erano in corsa il Comune di Riccione e la torinese "David2", società vicina all’imprenditore e collezionista d’arte Massimo Massano, ex deputato dell’Msi, resta al Comune della città romagnola che, dal 1997, gestisce la struttura divenuta un polo culturale affacciato sul Lungomare a due passi dal celeberrimo Viale Ceccarini.
A incoronare il Comune rivierasco, che ha messo sul piatto la cifra di 1.206.000 euro, è stato, ieri sera, il Consiglio di Amministrazione della stessa Fondazione che, sull'assegnazione dell’immobile, «ha deciso a maggioranza» a seguito di una "valutazione delle offerte effettuata in modo complessivo, economico e progettuale».
Quella messa a segno nella corsa a "Villa Mussolini" «è una vittoria della città per la città - scandisce la sindaca di Riccione, Daniela Angelini -: oggi non celebriamo solo un acquisto, ma un atto di riappropriazione identitaria». Non si tratta, prosegue, di «un semplice immobile di pregio, ma di un edificio storico che racconta la nostra evoluzione: dalla nascita come stazione balneare d’élite alla trasformazione in luogo pubblico dedicato alla cultura». L’ultimo passaggio istituzionale è previsto in consiglio comunale, atto che sancirà la definitiva proprietà pubblica dell’immobile destinato a essere inserito in un sistema museale integrato che comprende Villa Franceschi, Villa Lodi Fè, lo Spazio Tondelli e il Museo del Territorio, con una programmazione aperta tutto l’anno.
«Riportare la Villa definitivamente ai riccionesi - argomenta ancora Angelini - è una scelta di visione: Riccione non rimuove la propria memoria complessa, ma la rielabora criticamente attraverso la cultura per farne un infrastruttura di futuro».
La residenza estiva del Duce che ospitò per anni il capo del Fascismo e la sua famiglia in riva all’Adriatico era all’asta dallo scorso ottobre. La Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, che aveva acquisito l’immobile nel 1997, si è trovata di fronte, inizialmente, a tre offerte: quella del Comune di Riccione, che ha in comodato d’uso la struttura; quella della torinese, 'David2' e quella di una azienda produttrice di piadina chiamatasi però quasi subito fuori dalla sfida.
La società piemontese, in lizza con il Comune, avrebbe avuto l'intenzione di ospitare nella villa la collezione futurista e modernista di Elena e Massimo Massano, con opere di Umberto Boccioni e artisti romagnoli.
Costruita nel 1893 come "Villa Margherita", la casa fu acquistata nel 1934 da Rachele Mussolini. Alla caduta del Fascismo divenne di proprietà dello Stato. Dal 1966 al 1983 ospitò un ristorante e dopo anni di abbandono, nel 1997, passò alla Fondazione Carim tramite Riminicultura.
Nei mesi scorsi la discesa in campo della società sabauda aveva sollevato, nel mondo politico locale, alcuni timori con l’ex sindaco di Riccione, Daniele Imola, la cui Amministrazione aveva rilanciato Villa Mussolini, preoccupato che la residenza potesse diventare un ritrovo di nostalgici.