l'america di oggi
Giudice Usa non dà l'asilo al bimbo di cinque anni arrestato dagli agenti Ice a Minneapolis
La sua foto portato via dagli agenti federali aveva fatto il giro del mondo: i legali della famiglia hanno presentato appello
Ve lo ricordate il piccolo Liam, il bimbo ecuadoriano di cinque anni, arrestato dagli agenti dell'Ice. A due mesi dalla diffusione di quella foto che lo ritraeva bloccato da agenti federali, il suo iter giudiziario ha registrato una nuova svolta: un giudice dell’immigrazione ha respinto la domanda di asilo presentata per lui e per i suoi familiari.
Tutto è iniziato il 20 gennaio 2026 a Columbia Heights, sobborgo di Minneapolis. All’uscita dalla scuola materna, Liam — cappellino blu con orecchie bianche e zainetto di Spider-Man — è stato fermato e accompagnato da due agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) con il volto coperto. Quell’immagine ha fatto rapidamente il giro del mondo, innescando proteste veementi e interrogativi sulla proporzionalità degli strumenti adottati dalle autorità federali.
Dopo il fermo, il piccolo e il padre, Adrián Conejo Arias, sono stati condotti al Family Residential Center di Dilley, in Texas. La permanenza nella struttura si è però interrotta il 1° febbraio 2026, quando il giudice federale Fred Biery ha disposto la loro immediata liberazione con un’ordinanza definita “durissima” nei confronti della gestione governativa del caso, consentendo a padre e figlio di rientrare in Minnesota.
Attorno al nucleo familiare — che comprende anche la madre incinta e un fratello tredicenne — si è sviluppata una contesa serrata sulle ricostruzioni. Secondo la difesa, i congiunti sarebbero entrati negli Stati Uniti nel 2024 per chiedere protezione, attenendosi alle procedure d’asilo e presentandosi con regolarità agli appuntamenti fissati. Le autorità federali, invece, sostengono un quadro opposto: accusano il padre di trovarsi nel Paese senza status regolare, parlano di un ingresso nel dicembre 2024 e di un presunto “abbandono” del minore in un’auto durante un’inseguimento.
Contestazioni che Adrián Conejo Arias respinge con fermezza, negando di aver mai lasciato solo il figlio. L’ultimo capitolo, per ora è il rigetto della richiesta di protezione internazionale per Liam e i suoi. Ma la partita legale resta aperta. I legali hanno immediatamente proposto appello, che produce effetto sospensivo e consente alla famiglia di restare sul territorio statunitense in attesa della decisione definitiva.