Napoli
"Cuore bruciato", nasce la fondazione Domenico Caliendo: genitori dei bimbi operati continuano a difendere Oppido
L'iniziativa nata dalla promessa di una madre per sostenere le famiglie vittime di presunta malasanità con assistenza legale
Subito dopo aver firmato l’atto di costituzione della fondazione Domenico Caliendo, la madre Patrizia Mercolino si è lasciata andare all’emozione: «Ho ricordato che l’idea mi è venuta quando ero con mio figlio sul lettino in terapia intensiva, quando ho chiamato l’avvocato e gli ho detto: 'Domenico sta per morire'. Da oggi è lei la presidente della fondazione. E aveva già annunciato: «Domenico non sarà dimenticato». La nascita dell’ente rappresenta così il primo passo per mantenere la promessa fatta al figlio.
Dal momento in cui si è parlato dell’imminente costituzione sono già arrivate numerose donazioni, quasi esclusivamente da privati, per un totale di circa 45 mila euro.
Lo statuto della fondazione non mette solo nero su bianco l’amore materno e le sofferenze di un’intera famiglia, è uno statuto che parla anche di giustizia. Tra gli obiettivi, come spiegato dall’avvocato e vicepresidente Petruzzi, vi è «l'assistenza legale alle famiglie, comprese quelle che non rientrano nei requisiti per il gratuito patrocinio. Avremo soglie più ampie rispetto a quelle previste», precisa e aggiunge: «Da noi le persone potranno trovare un presidio di legalità a cui rivolgersi».
L’impegno è quindi rivolto alle famiglie vittime di presunti casi di malasanità che incontrano difficoltà nel sostenere i costi di un'azione legale. Previste anche iniziative pubbliche rivolte alla sensibilizzazione e raccolta fondi: tra queste, è in fase di organizzazione anche una serata al teatro San Carlo di Napoli.
Nel frattempo la Giunta Fico, nella seduta di oggi, ha deliberato il trasferimento delle funzioni tecnico-amministrative del Centro regionale trapianti presso la Direzione generale per la tutela della salute della Regione. Si dispone, inoltre, la sospensione del programma di trapianto cardiaco pediatrico dell’Azienda ospedale dei Colli, «che non potrà riprendere fino alla verifica della piena sussistenza delle condizioni organizzative, professionali e di sicurezza, da effettuare entro 180 giorni». L’esecutivo ha infine previsto che la stessa Direzione generale riferisca sugli esiti dell’attività ispettiva, anche con il coinvolgimento degli uffici ministeriali competenti, per consentire le successive determinazioni in merito all’eventuale ripresa delle attività di trapianto.
Sempre oggi è andato in scena un nuovo scontro tra genitori. Le famiglie dei 186 bimbi cardiopatici curati dal dottor Oppido, tornano a fare scudo intorno al cardiochirurgo che attualmente, oltre all’accusa di omicidio colposo, è indagato, insieme alla collega Emma Bergonzoni, anche per falso nella cartella clinica del piccolo Domenico in relazione agli orari dell’arrivo del cuore. «Per noi il professore Oppido, al quale manifesteremo sempre la nostra gratitudine, è un eccelso cardiochirurgo e, soprattutto, è un professionista innocente fino a sentenza definitiva». Un affondo rivolto al legale della famiglia Mercolino - Caliendo, che ritiene Oppido «da attuale indagato a prossimo imputato».