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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:48
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Studio

E' italiano il paziente 1 della prima stimolazione cerebrale profonda per riprendere l'uso della parola e di una mano

Si tratta di una sperimentazione dell'Università americana di Pittsburg, coordinata dalla dottoressa Elvira Pirondini

20 Marzo 2026, 17:11

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Raffaele Guadagno

Raffaele Guadagno

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È italiano, originario della Campania ma da anni in Umbria, Raffaele Guadagno, il paziente 1 di una sperimentazione dell'Università americana di Pittsburg, coordinata dalla dottoressa Elvira Pirondini, che ha previsto la stimolazione cerebrale profonda con l'introduzione temporanea di un elettrodo in una zona specifica del cervello. Un'esperienza raccontata nel convegno «Neuroriabilitazione post-ictus e neurotecnologie dalla ricerca alla clinica. L'esperienza di Pittsburgh» che si è svolto a Perugia.

Un appuntamento promosso da Aita Umbria, durante la Settimana del cervello. Per parlare di afasia, un disturbo del linguaggio causato da lesioni cerebrali, molto diffuso, ma poco conosciuto dalla comunità ma anche sottolineare l’importanza della neuroriabilitazione, della ricerca e delle neurotecnologie e del fattore umano nella cura del paziente.

Guadagno, presidente dell’associazione Alice Biella, ha ricordato di essere stato colpito da due ictus, il primo nel 2016, dopo il quale è stato anche in coma, il secondo nel 2022, che ha deciso di sottoporsi alla sperimentazione di neurostimolazione profonda dell’Università di Pittsburgh dalla quale ha riscontrato «importanti benefici». «Tre anni fa lessi su una rivista scientifica il nome di Elvira Pirondini - ha detto -, le scrissi una mail alla quale rispose subito. Loro stavano iniziando questa sperimentazione sulle scimmie, quando è stato il momento mi chiesero se volevo farla, sapendo che sarei stato il primo essere umano al mondo. Dissi "sono qui". L’ho fatto per me ma soprattutto perché l’ictus continua a venire e qualcuno ci doveva provare. La sperimentazione è durata un tempo determinato, dopo 40 giorni mi hanno espiantato tutto ma vorranno rifare l’impianto definitivamente perché i risultati sono positivi sia per la parola che per l’uso della mano».

Il dottor Macellari, in collegamento da Pittsburgh ha confermato come la stimolazione cerebrale profonda abbia dato risposte più grandi sia a livello motorio che a livello di linguaggio.