la storia
La posizione segreta della portaerei francese scoperta grazie ad un'app di fitness
La Charles De Gaulle in missione nel Mediterraneo orientale non condivide la zona di intervento. Ma non ha fatto i conti con un militare che faceva jogging sul ponte della nave...
Nell’epoca dei conflitti iper-tecnologici, gli Stati investono risorse imponenti per assicurare segretezza e mimetizzazione ai propri asset strategici.
La portaerei nucleare francese Charles de Gaulle, concepita come una fortezza galleggiante capace di muoversi con discrezione per proiettare potenza, ne è l’emblema.
Eppure, a vanificare la sua sofisticata bolla di sicurezza non è stato un attacco informatico di uno Stato avversario, bensì una corsa di 35 minuti tracciata da un’app di fitness. A rivelare l’episodio è stato Le Monde.
Un ufficiale francese, identificato come Arthur, lo scorso 13 marzo ha deciso di allenarsi sul ponte di volo della portaerei. Servendosi di uno smartwatch collegato a Strava, ha registrato il percorso e lo ha condiviso pubblicamente, producendo una mappa che ha reso visibili le coordinate esatte dell’unità.
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La nave si trovava nel Mediterraneo orientale, a nord-ovest di Cipro e a circa 100 chilometri dalla costa turca; una posizione poi confermata anche da satelliti commerciali.
Il contesto rende l’accaduto ancor più grave. La Charles de Gaulle non era impegnata in una semplice esercitazione: costituiva il fulcro di un gruppo da battaglia dispiegato d’urgenza in risposta all’escalation in Medio Oriente, acuita dalla guerra con l’Iran.
Come ha precisato il ministero delle Forze armate, il gruppo navale — che imbarca 20 caccia, due velivoli da sorveglianza e tre elicotteri — è in missione “difensiva” per tutelare cittadini e interessi francesi. Le Forze armate hanno inoltre riconosciuto che un simile comportamento “non è conforme alle istruzioni vigenti”, annunciando contromisure adeguate.
Il caso mette in luce l’enorme vulnerabilità introdotta dalla tecnologia di consumo all’interno di ambienti iper-protetti. Strava, piattaforma con oltre 195 milioni di utenti che sfrutta il GPS dei dispositivi per monitorare l’attività fisica, si è già rivelata in passato un inconsapevole strumento di intelligence.
Ha reso tracciabili gli spostamenti delle guardie del corpo del presidente Emmanuel Macron, degli agenti del Secret Service a protezione di Joe Biden nel 2024 e persino del personale di sicurezza di Vladimir Putin in proprietà di lusso segrete.
Non è un episodio isolato. Nel 2018 l’esercito statunitense fu costretto a rivedere le proprie procedure quando la funzione “heatmap” globale di Strava — che aggrega e visualizza le attività pubbliche degli utenti — mise in evidenza planimetrie e percorsi di ronda di basi top secret in diversi teatri operativi.
Meccanismi analoghi hanno consentito a soggetti esterni di seguire i movimenti del personale di sicurezza al lavoro in strutture riservate in Israele.
Una vicenda che fa emergere un paradosso inquietante: il polso di un militare che finisce per condividere la posizione di un’intera flotta con chiunque disponga di uno smartphone.