il caso
Esplosione in un casolare a Roma, morti due anarchici: «Stavano preparando una bomba»
I due erano considerati vicino alla galassia Cospito. Accertamenti in corso
Due persone sono morte in seguito a una deflagrazione avvenuta venerdì 20 marzo 2026 all’interno del Parco degli Acquedotti, grande area verde di circa 240 ettari nel Municipio VII di Roma, compresa nel perimetro del Parco Regionale dell’Appia Antica.
Le vittime sono state identificate come Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Entrambi erano figure note nell’ambiente anarchico romano, considerati militanti “pro Cospito” e ritenuti vicini al nucleo della Federazione Anarchica Informale (FAI).
Ardizzone aveva avuto passaggi giudiziari legati alla sua militanza: il 15 gennaio 2025, durante l’udienza preliminare del procedimento “Sibilla” a Perugia, rese dichiarazioni spontanee definendosi “apertamente anarchica” e “nemica di questo Stato”. Per diversi attivisti coinvolti in quell’inchiesta è stato successivamente disposto il non luogo a procedere.
Mercogliano, invece, nel 2019 era stato condannato a cinque anni di reclusione in un procedimento legato agli ambienti dell’insurrezionalismo torinese.
Le indagini della magistratura sono in corso e prevedono accertamenti tecnici su eventuali inneschi, residui e materiali rinvenuti sul posto. Le procure competenti stanno esaminando diverse ipotesi: un incidente durante la manipolazione di un ordigno rudimentale, l’esplosione di materiale pericoloso difettoso o possibili concause ambientali. Si attendono gli esiti delle perizie per formulare conclusioni definitive.