Giudiziaria
La Cassazione riconosce la minaccia mafiosa a Roberto Saviano dopo 18 anni
I ringraziamenti dello scrittore ai Carabinieri e critiche allo Stato per la mancata libertà
“Oggi, dopo 18 anni dai fatti, la Corte di Cassazione ha definitivamente riconosciuto la minaccia mafiosa di cui sono stato destinatario”. Così Roberto Saviano in un post su Facebook dopo la sentenza della Cassazione sulle minacce che gli furono rivolte.
“Nel 2008, Francesco Bidognetti, vertice del clan dei casalesi, attraverso il suo avvocato, Michele Santonastaso, nel corso dell’appello del maxi processo Spartacus, minacciò me e Rosaria Capacchione facendo leva sul suo potere mafioso e comunicando all’esterno che eravamo noi gli obiettivi e che Gomorra aveva contribuito alla sconfitta del clan dei casalesi. Ci sono voluti 18 anni per una sentenza definitiva, mentre io sto scontando già da 20 la pena delle minacce mafiose” scrive Saviano.
“Ringrazio l’Arma dei Carabinieri che mi è stata accanto, che mi ha protetto, tranquillizzato, ringrazio uno a uno, dal profondo del cuore, tutti i carabinieri che in questi lunghi anni sono stati accanto a me, facendomi da famiglia. Ma lo Stato, oggi, non può dire di aver vinto, perché non è in grado di assicurarmi un futuro di libertà, libertà dal pericolo che incombe dal giorno in cui quella minaccia è stata pronunciata. Il mio pensiero - conclude - va infine a tutte quelle persone che in questi anni mi hanno reso oggetto degli attacchi più vili. Molti di loro, oggi, siedono al governo”.