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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:16
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Salute

Meningite, sorveglianza e profilassi per i contatti anche in Italia dopo casi nel Kent

Non c'è particolare allarme per l'Unione europea, ma in Italia una circolare del Ministero della Salute è stata inviata alle Regioni

20 Marzo 2026, 20:08

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Meningite, sorveglianza e profilassi per i contatti anche in Italia dopo casi nel Kent

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Il rischio nella popolazione generale dell’Unione europea legato al "focolaio di malattia menigococcica invasiva nella contea inglese del Kent" è "considerato molto basso". Ma, in ogni caso, l’invito del ministero della Salute alle Regioni e alle Province autonome italiane è ad "assicurare la segnalazione di eventuali casi di meningite ai sistemi di sorveglianza nazionali" e a rafforzare le misure di sorveglianza. E’ quanto di legge nella circolare - visionata dall’Adnkronos Salute - firmata ieri dal capo del Dipartimento della Prevenzione del dicastero, Maria Rosaria Campitiello, e inviata oltre che alle Regioni anche a tutti gli enti e istituti interessati, compreso l’Enac (Ente nazionale per l'aziazione civile), ma che non contiene indicazioni per gli aeroporti.

Nella circolare è sintetizzata la situazione epidemiologica in Inghilterra al 17 marzo, fornita dalla Uk Health Security Agency (Ukhsa) (l’agenzia britannica per la salute e i servizi sanitari) che ha ricevuto "notifica di 9 casi confermati e 11 casi probabili di malattia meningococcica invasiva con collegamenti epidemiologici con Canterbury, nel Kent. Tra questi si sono registrati 2 decessi. Le autorità francesi hanno notificato all’Ukhsa un caso confermato in Francia, relativo a un soggetto che aveva frequentato l’università del Kent. I casi riguardano prevalentemente giovani tra 17 e 21 anni, in parte studenti universitari. In 6 dei 9 casi confermati, è stato identificato il sierogruppo B. Possibili luoghi di esposizione includono un locale notturno a Canterbury (Club Chemistry), presumibilmente tra 5 e il 7 marzo, e l’università del Kent".


Il rischio per la popolazione generale nell’Ue viene ritenuto "molto basso - si legge nella circolare - Fra coloro che sono stati esposti il rischio di infezione è basso per i soggetti vaccinati contro il meningococco B ed è moderato per i contatti stretti di caso non vaccinati. Tra i contatti stretti dei casi è opportuno attuare misure di controllo mirate, che prevedano la somministrazione di antibiotici a scopo preventivo e la vaccinazione contro il meningococco B, sulla base di una valutazione individuale del rischio, sebbene passati 10 giorni dall’esposizione il rischio di malattia sia molto basso

Queste infine, nel dettaglio, le raccomandazioni del ministero della Salute a Regioni e Province autonome contenute nella circolare: 1) Rafforzare la valutazione epidemiologica dei casi di malattia meningococcica invasiva con particolare attenzione a soggetti con storia recente di viaggio nel Regno Unito (area di Canterbury/Kent); 2) Garantire la tempestiva identificazione e gestione di eventuali contatti stretti di caso, che dovranno ricevere chemioprofilassi ed eventuale vaccinazione contro meningococco B qualora non precedentemente vaccinati ed essere monitorati per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione; 3) Eventuali soggetti esposti devono ricevere chemioprofilassi e vaccinazione contro meningococco B se non precedentemente vaccinati; 4) Assicurare la segnalazione tempestiva di eventuali casi di meningite ai sistemi di sorveglianza nazionali; 5) Favorire, ove possibile, attività di tipizzazione molecolare e sequenziamento anche attraverso il supporto, ove necessario, del Laboratorio di riferimento nazionale per la malattia invasiva da meningococco presso il Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio dei cluster.