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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:23
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Precauzioni

Allerta anche in Italia dopo le minacce dell'Iran: piazze, monumenti, porti e aeroporti sotto stretta sorveglianza

Allerta rafforzata alla luce del nuovo proclama di Teheran. L’ennesima minaccia agli Usa e ai suoi alleati arriva dal generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane

20 Marzo 2026, 21:46

Allerta anche in Italia dopo le minacce dell'Iran: piazze, monumenti, porti e aeroporti sotto stretta sorveglianza

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Avanzano nuove analisi e aggiornamenti sul fronte della sicurezza in Italia, che mantiene strette le maglie del dispositivo di tutela su tutti gli obiettivi sensibili in Italia, già innalzato dopo l’inizio della crisi in Medio Oriente. Anzi, i riflettori sono puntati anche su piazze, città monumentali e luoghi di divertimento frequentati da migliaia di persone, anche alla luce del nuovo proclama di Teheran. L’ennesima minaccia agli Usa e ai suoi alleati arriva dal generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane. «D’ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici». E ancora: "I vostri funzionari non saranno al sicuro da nessuna parte, nemmeno in vacanza o nei luoghi di svago. Sulla base delle informazioni che abbiamo ottenuto su di voi, d’ora in poi nessun lungomare, resort, centro turistico o di svago al mondo sarà sicuro per voi".

Su questo fronte un punto della situazione sarà fatto dal Viminale al Comitato di analisi strategica antiterrorismo, il vertice a cui partecipano forze di polizia e servizi di intelligence, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e convocato per le prossime ore. L’allerta resta alta ma senza allarmismi. Lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani definisce la minaccia dell’Iran alle mete turistiche "molto vaga, ma - sottolinea - certamente non va mai sottovalutata. Questo però non ci deve neanche costringere a essere spaventati di tutto, perché al momento io non vedo rischi imminenti nel nostro Paese, però è giusto che si innalzi il livello di sicurezza proprio perché la prevenzione è fondamentale". A segnalare i rischi è stato anche il titolare della Difesa, Guido Crosetto, il quale aveva fatto cenno alle "cellule dormienti iraniane sparse nel mondo in centinaia". Auspicando una soluzione rapida del conflitto nel Golfo, il ministro ha poi ribadito i suoi timori parlando di "cani sciolti".

Parole che hanno scatenato la reazione dell’ambasciata dell’Iran a Roma:

«Le recenti dichiarazioni rilasciate da un’alta autorità italiana non risultano soltanto infondate e prive di qualsiasi riscontro concreto, ma rappresentano anche una grave offesa nei confronti di una comunità riconosciuta a livello globale per il suo livello culturale, il rispetto delle leggi e il contributo significativo alle società in cui è inserita», spiegano su X dalla sede diplomatica aggiungendo che se tali dichiarazioni «sono il frutto di logiche politiche, risultano ancor più preoccupanti, perché riducono la dignità umana a strumento di convenienza».

Fin dallo scoppio del conflitto il Viminale aveva già disposto il rafforzamento immediato dei dispositivi di vigilanza su molti degli oltre 28mila obiettivi sensibili nelle città italiane. Tra questi, ambasciate, consolati e luoghi di culto riconducibili, in particolare, ai Paesi coinvolti. Un ruolo chiave spetta, inevitabilmente, all’attività informativa per prevenire eventuali minacce anche da parte dei cosiddetti 'lupi solitari' che potrebbero mettere in atto azioni dimostrative.

È stata anche rafforzata l’attività di intelligence con l'obiettivo di intercettare movimenti sospetti sul web, attraverso il monitoraggio di forum e canali social alla ricerca di segnali di radicalizzazione o pianificazione di blitz.

In una circolare inviata a prefetti e questori, il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha già da settimane chiesto inoltre un "rafforzamento dei dispositivi di vigilanza» sulle basi militari americane presenti in Italia, «nonché presso i siti sensibili riconducibili alla filiera di produzione ad interesse militare, specie di quella a supporto della catena logistica bellica degli alleati

Viene anche chiesta un'«attenzione scrupolosa» ad aeroporti e stazioni ferroviarie e, nei porti, «dovrà essere attentamente monitorata la presenza di assetti navali militari e commerciali riconducibili ai Paesi sensibili (Usa ed Israele), nonché quella delle grandi navi di crociera delle principali rotte turistiche».

Nella Capitale l’attenzione è massima anche nelle aree del Ghetto ebraico e delle ambasciate.