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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:52
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Trump all'angolo cerca una via d'uscita: «Hormuz interessa di più agli europei, lo pattuglino loro». E pensa ad un “ridimensionamento” delle operazioni

L'annuncia su Truth Social: obiettivi militari contro l’Iran ormai prossimi: i cinque traguardi strategici e il progressivo disimpegno degli Usa dal Golfo

20 Marzo 2026, 22:52

23:00

Trump all'angolo cerca una via d'uscita: «Hormuz interessa di più agli europei, lo pattuglino loro». E pensa ad un “ridimensionamento”  delle operazioni

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Il conflitto con l’Iran potrebbe aver raggiunto una svolta decisiva: Washington ritiene ormai imminente il conseguimento dei propri obiettivi militari e sta valutando un “ridimensionamento” delle operazioni nella regione.

L’annuncio non è giunto per le consuete vie diplomatiche, ma direttamente da Donald Trump, che in un lungo e dettagliato intervento su Truth Social ha illustrato lo stato della campagna.

Secondo il Presidente, il vasto sforzo bellico statunitense in Medio Oriente, condotto contro quello che ha definito “il regime terroristico dell’Iran”, si avvia alla conclusione.

A sostegno di questa tesi, Trump ha elencato con precisione cinque traguardi strategici che l’amministrazione considera prossimi al completo raggiungimento.

Arsenale balistico: le forze americane hanno puntato a degradare completamente le capacità missilistiche, i sistemi di lancio e tutto ciò che vi è correlato.

Infrastruttura militare e logistica: l’obiettivo è la distruzione integrale dell’industria della difesa iraniana.

Forze convenzionali: è stata indicata l’eliminazione della Marina e dell’Aeronautica di Teheran, insieme ai principali sistemi di difesa antiaerea.

Dossier nucleare: Trump ha ribadito la linea di non consentire all’Iran, neppure lontanamente, il possesso di capacità nucleari, mantenendo una postura tale da poter reagire in modo rapido e incisivo a qualunque sviluppo inatteso.

Tutela dei partner regionali: è stato riaffermato l’impegno a garantire la massima protezione agli alleati mediorientali, con un riferimento esplicito a Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e ad altri Paesi dell’area.

Lo Stretto di Hormuz e il cambio di approccio

Nel quadro di una minaccia iraniana ritenuta in calo, cambiano anche le responsabilità sulla sicurezza delle rotte commerciali globali. Trump ha annunciato un imminente disimpegno degli Stati Uniti dal pattugliamento dello Stretto di Hormuz, una delle arterie marittime più sensibili al mondo.

“Sia pattugliato da chi lo usa, non da noi”, ha scritto, chiarendo che il presidio dovrà essere assunto dai Paesi che ne traggono beneficio.

“Non ne abbiamo bisogno; ne hanno bisogno l’Europa, la Corea, il Giappone, la Cina e molti altri”, ha aggiunto, sollecitando tali nazioni a “dare un piccolo contributo in tal senso”, un concetto ribadito anche parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Washington, tuttavia, non esclude un supporto in caso di necessità. Il Presidente ha assicurato che, se richiesto, gli Stati Uniti “assisteranno questi Paesi nei loro sforzi relativi a Hormuz”.

Un aiuto che, nella visione di Trump, potrebbe persino rivelarsi superfluo: una volta neutralizzata in modo definitivo la minaccia iraniana, garantire la sicurezza marittima in quell’area diventerà per gli utenti dello stretto “un’operazione militare facile”.