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E' morto Robert Mueller, l'ex capo dell'FBI che indagò sul Russia-gate. Trump: «Sono contento»

Aveva 81 anni ed è stato il procuratore speciale dell'inchiesta sulla Russia, il rapporto che trovò presunte pressioni di Trump. Il post choc del presidente

21 Marzo 2026, 20:17

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E' morto Robert Mueller, l'ex capo dell'FBI che indagò sul Russia-gate. Trump: «Sono contento»

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Robert Mueller, ex direttore dell’FBI dal 2001 al 2013 e volto noto al grande pubblico per il ruolo di procuratore speciale nella delicata «inchiesta sulla Russia» all’inizio del primo mandato di Donald Trump, è morto ieri all’età di 81 anni.

L’annuncio è stato dato dalla famiglia in un comunicato ripreso dal New York Times, che alcuni mesi fa aveva riferito anche della diagnosi di morbo di Parkinson.

La scomparsa di Mueller ha suscitato un commento scioccante da parte del presidente Donald Trump che, in un post su Truth, ha esultato: «Sono contento che sia morto. Non potrà più fare del male a persone innocenti!», ha scritto il presidente americano.

Nominato procuratore speciale nel 2017, Mueller ha guidato per quasi due anni l’indagine su una possibile collusione tra Mosca e la campagna di Trump durante le presidenziali del 2016.

Schivo e riservato, condusse il lavoro nel massimo riserbo e, nell’aprile 2019, rese pubblico un rapporto di oltre 400 pagine in cui descriveva gli sforzi della Russia per favorire Trump, precisando però di non aver trovato prove di una cospirazione tra il Cremlino e il team del candidato repubblicano.

Nel documento del 2019, dettagliò inoltre una serie di episodi allarmanti di presunte pressioni esercitate dall’inquilino della Casa Bianca sull’inchiesta.

Mueller aveva due anni più di Trump. Nato a New York il 7 agosto 1944, repubblicano come il tycoon, proveniva da una famiglia benestante del Nord-Est ed era cresciuto tra scuole di prestigio.

Ufficiale dei Marines, si guadagnò una medaglia al valore nella guerra del Vietnam prima di intraprendere una brillante carriera nella pubblica amministrazione.

Laureato in legge, si distinse come procuratore federale indagando con tenacia sugli Hells Angels, sulla mafia e su casi di corruzione bancaria.

Durante la presidenza di George H. W. Bush, da numero due del Dipartimento di Giustizia, supervisionò l’inchiesta sull’attentato al volo Pan Am sopra Lockerbie, in Scozia, che nel 1988 causò 270 vittime.

Una settimana prima degli attentati dell’11 settembre fu nominato a capo della potente polizia federale statunitense. Tre anni più tardi minacciò le dimissioni se il presidente George W. Bush avesse insistito con il programma di intercettazioni telefoniche extragiudiziali.