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23 marzo 2026 - Aggiornato alle 17:15
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I RISULTATI

Referendum, nettamente avanti il No. Youtrend: «Vantaggio incolmabile». Affluenza record al 58,9%, spoglio in corso

Seggi sbarrati dalle 15 e sondaggisti già pronti con i primi numeri. Il numero di votanti ha rimescolato le carte. I dati in aggiornamento

23 Marzo 2026, 15:03

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Referendum, a urne chiuse arrivano i primi exit poll: il "No" è al XX per cento. Affluenza record, inizia lo spoglio

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Urne chiuse e da questo momento l'attesa è soltanto una: sapere se il referendum sulla riforma della magistratura ("Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare") è stato vinto dal "" o dal "No". Dalle 15 di oggi, 23 marzo 2026, è scaduto il termine per le votazioni e si attendono i risultati. I primissimi exit poll hanno dato il No in vantaggio fra il 49 e il 53 per cento. Il Sì è stato dato fra il 47 e il 51 per cento. I dati sono stati diffusi da Opinio Rai. E sono stato via via confermati dall'andamento dello spoglio.

Il primo dato certo da analizzare, comunque, è quello dell'affluenza: in tutta Italia (61.533 sezioni) sono andate a votare il 59 per cento delle persone aventi diritto. Ma la Sicilia è ultima per affluenza. Nell’Isola solo il 46,14 per cento degli elettori si è recato alle urne, la percentuale più bassa tra tutte le regioni. La provincia più "virtuosa" è Messina (49,18%), seguita sul podio da Ragusa (47,63) ed Enna (47,44). Fanalino di coda, invece, Caltanissetta con una percentuale di votanti pari al 42,65. Ad Agrigento, invece, si sono recati alle urne il 43,36%, a Catania il 46,07%, a Palermo il 46,38%, a Siracusa il 45,20%, e a Trapani il 45,37. 

Percentuale, comunque, altissime per essere una consultazione referendaria, che ha gettato nel caos analisti e sondaggisti. Le ultime analisi che è stato possibile pubblicare, infatti, davano una vittoria del "No" più certa in caso di bassa affluenza, e un risultato più favorevole al "" qualora invece l'affluenza fosse stata superiore. Ma così alta non se l'aspettava nessuno e può essere segnale di una mobilitazione straordinaria dell'elettorato sia da un lato sia dall'altro.

Lo spoglio

Secondo i primi dati, il No è nettamente in vantaggio. Conn oltre la metà delle sezioni scrutinate il No è in vantaggio sul sì, con il 54,57% dei voti contro il 45,43%. Sono i dati riportati dal sito Eligendo, in continuo aggiornamento. 

Da una prima ricognizione nelle regioni del Nord come Lombardia, Trentino, Friuli e Veneto ha vinto il Sì, al centro Sud ha vinto il No.  Il No, secondo le stime Youtrend, vince in 14 regioni. Le 3 regioni in cui trionfa sicuramente il Sì sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d’Aosta l’esito è invece incerto al momento. 

«Vittoria del NO al referendum costituzionale della giustizia», ha già scritto su X Youtrend evidenziando che «con 28.000 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile».

In Sicilia quando sono state scrutinate 4137 sezioni su 5306 per il voto al referendum costituzionale è in netto vantaggio il No col 61,25%. Il Sì è al 38,75%.

Gli ultimi referendum in Sicilia

Nell'Isola il referendum su lavoro e cittadinanza (voto dell'8 e 9 giugno 2025) si era fermato al 23,10 per cento di affluenza. Quello precedente, del 12 giugno 2022, che riguardava peraltro l'elezione dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura e la separazione delle funzioni fra magistratura requirente e giudicante, aveva registrato il 23,3 per cento dei votanti, con riferimento all'Isola. Nessuno di questi due casi, i più recenti, aveva raggiunto il quorum.

Per andare agli ultimi referendum costituzionali, invece, bisogna arrivare alla consultazione del 20 e 21 settembre 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari (vinse il "" con il 69,96 per cento) e in Sicilia l'affluenza fu del 35,39 per cento (con il 75,88 per cento di votanti favorevoli alla riduzione). Quattro anni prima, la riforma costituzionale proposta dall'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi fu, invece, una sonora bocciatura dell'impianto proposto dal governo: a livello nazionale, il 4 dicembre 2016 vinse il "No" con il 59,12 per cento delle preferenze. In Sicilia i votanti furono il 56,65 per cento degli aventi diritto, dei quali il 71,60 per cento per il "No".