la tragedia
Tragedia in pizzeria a Genova: 35enne muore, si indaga su una terapia dimagrante
Forse c'è una correlazione con una terapia per perdere peso, appello per più defibrillatori e controlli sul mercato dei farmaci
Una serata apparentemente ordinaria in una pizzeria di via Libertà si è trasformata in tragedia. Un impiegato di 35 anni, a tavola con la fidanzata e alcuni colleghi, si è improvvisamente accasciato a terra portandosi una mano al petto.
Nonostante l’arrivo tempestivo del 118 e i tentativi di rianimazione cardiopolmonare prolungata, per il giovane non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato sul posto.
Sul piano clinico emerge un elemento che richiederà verifiche puntuali: l’uomo era seguito da un endocrinologo dal dicembre 2024 per problemi di peso e stava assumendo una specifica terapia farmacologica dimagrante.
Al momento, l’eventuale correlazione tra il malore e il trattamento è soltanto un’ipotesi, che potrà essere confermata o esclusa solo attraverso dati oggettivi.
L’episodio riporta in primo piano due temi cruciali di salute pubblica.
Il primo riguarda la gestione dell’emergenza extraospedaliera: la dinamica del collasso ribadisce l’urgenza di diffondere i defibrillatori semiautomatici (DAE) nei locali aperti al pubblico e di formare i cittadini alle manovre salvavita.
In Liguria, le istituzioni e i professionisti del Policlinico San Martino richiamano da tempo l’importanza della “catena della sopravvivenza”, fondata sul riconoscimento rapido dell’arresto cardiaco e sull’intervento immediato.
Il secondo fronte concerne l’uso crescente dei farmaci per la perdita di peso, in particolare gli agonisti del recettore GLP-1, come la semaglutide.
In Liguria e nel resto del Paese le richieste sono in forte aumento, tanto da spingere l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a intervenire più volte segnalando carenze e raccomandando un impiego appropriato.
L’uso per il controllo del peso di alcuni medicinali, come l’Ozempic, è considerato off-label.
Le autorità sanitarie mettono inoltre in guardia dai gravissimi rischi degli acquisti online e del mercato nero: recenti indagini hanno documentato casi di prodotti contraffatti, come a Padova, dove una presunta penna dimagrante comprata sul web, contenente in realtà insulina, ha provocato il coma ipoglicemico di una donna.
Spetterà ora alla Procura e agli accertamenti medico-legali fare piena luce sulle cause della morte del 35enne.
Autopsia, esami istologici e tossicologici mirati dovranno stabilire se l’arresto sia stato scatenato da patologie preesistenti non diagnosticate (cardiopatie, aritmie), da un evento acuto indipendente o se esista un nesso causale con la terapia in corso.
Gli inquirenti acquisiranno inoltre cartelle cliniche e documentazione farmaceutica per verificare prescrizioni, dosaggi e la regolarità dei farmaci assunti.