Medio Oriente
Teheran: "Contatti con gli Stati Uniti", si apre la trattativa diplomatica
Ondate di missili dall'Iran, feriti a Tel Aviv. Gli Usa cercano dialogo con Ghalibaf, presidente del Parlamento
Stamattina l’Iran ha lanciato un’altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme. «L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati», ha scritto su Telegram l’emittente statale della Repubblica islamica dell’Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che "i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane". I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L’esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.
Quattro persone sono rimaste ferite in un attacco missilistico iraniano a Tel Aviv. Lo riferisce Haaretz, precisando che, secondo i servizi di emergenza, le quattro persone hanno riportato ferite lievi in uno dei luoghi dell’impatto. Un edificio e la strada adiacente sono stati gravemente danneggiati nel centro di Tel Aviv, dove alcune auto hanno preso fuoco. Frammenti di missili intercettati sono caduti anche a Rosh HaAyin, causando danni minori. Stamani, l’Iran ha lanciato tre ondate di missili contro Israele, con segnalazioni di un impatto nel nord del Paese. Dopo l’attacco missilistico iraniano,
cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell’Iran occidentale. Lo
riferiscono i media israeliani.
Due persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano sul villaggio di Bshamoun, a sudest di Beirut. Lo ha annunciato stamattina il Ministero della Salute libanese, mentre i bombardamenti sono proseguiti durante la notte nella periferia meridionale della capitale. «Il raid condotto dal nemico israeliano contro il villaggio di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, secondo un bilancio preliminare, due morti e cinque feriti tra i civili», ha dichiarato il ministero in un comunicato. Situato nel distretto montuoso di Aley, a maggioranza drusa, Bshamoun si trova al di fuori delle tradizionali roccaforti del movimento filo-iraniano Hezbollah.
Un raid attribuito alle forze statunitensi nell’ovest dell’Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell’ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all’Isis e ora integrate nell’esercito di Baghdad.
Trump ha annunciato ieri a sorpresa un accordo in 15 punti in via di definizione con Teheran, che rinuncerebbe ad avere l’atomica, e il rinvio di "tutti i raid contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche" dopo due giorni di 'conversazioni molto positive' di Witkoff e Kushner con l’Iran. La pausa durerà 5 giorni, in attesa della fumata bianca definitiva. Il presidente americano parla anche di 'cambio di regime' in corso a Teheran. Mentre continua il giallo sulla Guida suprema Khamenei, secondo media israeliani a guidare i negoziati per l’Iran sarebbe il presidente del Parlamento Ghalibaf, che tuttavia nega i colloqui con gli Usa e denuncia 'fake news per manipolare i mercati'. Le borse sull'ottovolante chiudono in rialzo dopo l’avvio in rosso. Calano petrolio e gas.
Dall’Iran affermano di aver ricevuto un 'messaggio' dagli Stati Uniti, tramite i mediatori, nel mezzo delle indiscrezioni su possibili colloqui tra le parti a 25 giorni dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che continua a 'rispondere' ai raid. "Tramite mediatori, abbiamo ricevuto considerazioni dagli Stati Uniti e sono allo studio", ha detto a Cbs News nelle ultime ore un funzionario del ministero degli Esteri di Teheran. La rete precisa che si tratterebbe eventualmente di un passo che potrebbe preludere a colloqui.
Per quanto riguarda la tregua di cinque giorni per dare spazio alle trattative, i funzionari americani ritengono «improbabile» raggiungere obiettivi quali «il rovesciamento del regime teocratico iraniano e la messa fuori portata delle armi nucleari in modo permanente». Lo riporta il Washington Post, citando fondi vicine all’amministrazione Usa.