La guerra
Attacco iraniano su Israele: missili e bombe a grappolo, cinque feriti a Kafr Qasim
Difese aeree in azione contro i lanci da Teheran e dal Libano. Sirene in tutto il centro del Paese e in Cisgiordania, ma l'esercito ha poi autorizzato la popolazione a uscire dai rifugi
Cinque persone sono rimaste lievemente ferite a Kafr Qasim, nel centro di Israele, a causa dell'impatto di una bomba a grappolo di origine iraniana. Secondo quanto riportato dal Times of Israel e dal servizio di emergenza Magen David Adom, i feriti sono stati colpiti dall'esplosione di una delle submunizioni rilasciate da un missile balistico che ha provocato diversi danni materiali nella città, rendendo necessario il loro trasporto in ospedale per le cure mediche.
L'episodio si inserisce in una più ampia offensiva che ha fatto scattare l'allarme in tutta la zona centrale del Paese, in diverse aree di Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata. L'esercito israeliano ha confermato l'attivazione dei sistemi di difesa aerea per intercettare i molteplici missili lanciati dal territorio iraniano, emettendo due comunicati a distanza di circa venti minuti l'uno dall'altro per aggiornare sulla minaccia. Dopo il primo attacco, le autorità militari hanno comunicato alla popolazione il via libera per lasciare gli spazi protetti in tutte le zone di Israele, precisando che al momento non si registrano ulteriori vittime.
Questa nuova escalation si è verificata a oltre quattordici ore dai primi avvisi militari sull'arrivo di missili dall'Iran e fa seguito a una notte di forte tensione. Nelle ore notturne, infatti, il centro di Israele era già stato bersagliato da razzi provenienti dal Libano; un'operazione rivendicata dal gruppo militante Hezbollah, sostenuto da Teheran, che ha dichiarato di aver preso di mira alcuni siti militari. I media israeliani hanno confermato che durante questi attacchi notturni i sistemi di difesa hanno intercettato con successo almeno sei razzi.