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27 marzo 2026 - Aggiornato alle 00:10
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la storia

“Non lasciamoci vincere dal buio”, la prof Mocchi trasforma la violenza in un appello di speranza

Dimessa dalla terapia intensiva, l'insegnante accoltellata a Bergamo ha diffuso una lettera di ringraziamento alla comunità con la promessa di tornare in classe

26 Marzo 2026, 22:23

22:30

“Non lasciamoci vincere dal buio”, la prof Mocchi trasforma la violenza in un appello di speranza

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Dimessa dal reparto di terapia intensiva, la professoressa Chiara Mocchi ha affidato a una toccante lettera aperta la sua risposta alla drammatica aggressione subita.

Con la voce ancora flebile, l’insegnante ha dettato il testo all’avvocato Angelo Lino Muttas, trasformando il proprio dolore in un autentico manifesto civile.

Nella missiva non compaiono invettive né tracce di risentimento. Al contrario, il documento prende la forma di un lungo, corale elenco di ringraziamenti.

La docente esprime la sua gratitudine agli alunni, ai colleghi, ai genitori, ai soccorritori, al personale sanitario, alle forze dell'ordine; ricorda inoltre quanti hanno vegliato su di lei e chi ha pregato.

Il cuore del messaggio si condensa in un appello che risuona come un ritornello civile: “Non lasciamoci vincere dal buio”.

Con questa formula essenziale, la professoressa sceglie di spostare l'attenzione dal gesto violento alla risposta della comunità, dalla ferita alla necessità della cura.

Accanto ai ringraziamenti, la lettera traccia anche una prospettiva per il futuro: “Se il Signore vorrà, tornerò in classe”.

Un impegno che riafferma una vocazione educativa non spezzata dal trauma e ribadisce l'urgenza di rimettere al centro del percorso scolastico proprio i ragazzi che incontrano maggiori difficoltà.

Nelle sue parole, la profonda lezione di pedagogia della professoressa Mocchi invita a riconoscere il dolore non per erigere “un muro” invalicabile, ma per trasformarlo in “un ponte” verso una comunità più coesa e una scuola più attenta ai bisogni di tutti.