English Version Translated by Ai
29 marzo 2026 - Aggiornato alle 01:40
×

la tensione alle stelle

Il ricatto dei Pasdaran, l'ultimatum dell'Iran che alimenta l'escalation e fa tremare le università USA

Le Guardie Rivoluzionarie minacciano attacchi ai campus americani in Medio Oriente se Washington non condannerà i raid sugli atenei iraniani entro il 30 marzo

29 Marzo 2026, 00:29

00:40

Il ricatto dei Pasdaran, l'ultimatum dell'Iran che fa tremare le università USA

Seguici su

Teheran sposta il baricentro del confronto dalle installazioni militari alle aule universitarie. In un’escalation senza precedenti, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (CGRI/IRGC) ha imposto un ultimatum agli Stati Uniti: le università americane presenti in Medio Oriente diventeranno “bersagli legittimi” se Washington non condannerà ufficialmente i recenti bombardamenti contro gli atenei iraniani.

La scadenza per questa presa di posizione è tassativa: mezzogiorno di lunedì 30 marzo 2026. La minaccia, diffusa dai media iraniani e rilanciata dall’agenzia ANSA, si inserisce nel conflitto esploso il 28 febbraio 2026.

Secondo le autorità di Teheran, raid aerei condotti da forze statunitensi e israeliane avrebbero distrutto due poli universitari in Iran. Tra i siti colpiti figura l’Università militare Imam Hossein, nella capitale, strettamente legata al CGRI: le forze israeliane ne hanno rivendicato l’attacco, definendola un obiettivo militare di alto valore logistico.

Ne è scaturita una pericolosa sovrapposizione tra l’università come infrastruttura strategica e l’ateneo come bene civile, un’area grigia amplificata dalla propaganda.

Intanto organizzazioni come Amnesty International e Associated Press sollecitano indagini indipendenti su possibili violazioni del diritto umanitario, esaminando immagini satellitari relative a bombardamenti mortali su scuole nel sud dell’Iran, che alcune analisi riconducono a operazioni statunitensi.

L’ultimatum iraniano mette sotto scacco un articolato ecosistema accademico regionale. Nel mirino rientrano i prestigiosi complessi di Education City a Doha, i campus di Dubai e Abu Dhabi, oltre a numerosi programmi congiunti in Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait e Giordania. Se la minaccia del CGRI dovesse concretizzarsi, gli attacchi potrebbero riguardare non solo i campus a marchio statunitense, ma anche centri di ricerca, residenze universitarie, biblioteche e snodi informatici.

Il panico si è già tradotto in misure operative. Diversi atenei hanno sospeso la didattica in presenza, attivato i protocolli d’emergenza, limitato la mobilità e trasferito le lezioni online per tutelare studenti e personale, molti dei quali sono rimasti bloccati a causa della cancellazione dei voli.

La mossa di Teheran esercita una pressione diplomatica e psicologica di grande intensità, facendo leva sul triplice valore — logistico, simbolico e mentale — di un attacco al sistema educativo.

A poche ore dalla scadenza del 30 marzo, Washington è di fronte a un dilemma: cedere al ricatto condannando le operazioni dell’alleato israeliano, oppure rischiare l’apertura di un nuovo fronte asimmetrico che esporrebbe a ritorsioni migliaia di civili nei campus del Golfo e del Levante.