Scenari e attacchi
Il Pentagono pronto a incursioni di terra in Iran, boati e blackout a Teheran: fine della guerra sempre più lontana
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito anche una città portuale prossima allo Stretto di Hormuz.
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di impieghi terrestri in Iran, potenzialmente per diverse settimane, qualora Donald Trump optasse per un’escalation.
Lo scrive il Washington Post, citando fonti secondo cui non sarebbe prevista un’invasione su larga scala, bensì incursioni mirate condotte da unità delle forze speciali e reparti di fanteria.
“È il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Secondo i media statali iraniani, attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale prossima allo Stretto di Hormuz.
Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell’attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale.
Nella mattinata a Teheran sono stati uditi forti boati e si è alzata una densa coltre di fumo, in seguito ai raid che hanno interessato le zone settentrionali, nord-orientali e occidentali della capitale, nel trentesimo giorno di guerra.
Nella notte sono stati colpiti anche i quartieri di Saadatabad e Jannatabad, nella parte occidentale della città, con conseguenti interruzioni di corrente in alcune aree.