Chiesa e conflitti
Caso Pizzaballa a Gerusalemme: gli vietano l'ingresso al Santo Sepolcro e Roma convoca l'ambasciatore israeliano
Il patriarca bloccato nella Domenica delle Palme: preghiera e benedizione dal Dominus Flevit
Si apre un caso Piazzaballa a Geruslamme.
"Domenica delle Palme, 29 marzo 2026, alle ore 15:30, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, pronuncerà una preghiera per la pace e impartirà una benedizione alla Città di Gerusalemme dal Santuario del Dominus Flevit sul Monte degli Ulivi". Lo comunicava lo stesso Patriarcato di Gerusalemme poco prima che al Patriarca fosse impedito l’ingresso al Santo Sepolcro dove si stava recando in forma privata questa mattina.
L’evento liturgico in "stile Covid" a causa di «motivi di sicurezza», legati ai lanci di missili per cui non è possibile la partecipazione dei fedeli, appare comunque confermato. Il governo italiano prende posizione sulla vicenda.
«Il Governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro», dichiara la premier Giorgia Meloni. «Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri - aggiunge -. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa».
«Ho dato indicazione di convocare domani al ministero degli esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti sulla decisione di impedire al cardinale Pizzaballa la celebrazione della domenica delle Palme», fa sapere anche su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Piena solidarietà al cardinale Pizzaballa, a padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito» di entrare al Santo Sepolcro. Quanto accaduto a Gerusalemme è grave e profondamente preoccupante. È un fatto senza precedenti, che colpisce non solo le autorità religiose coinvolte, ma milioni di fedeli nel mondo. Parliamo di uno dei luoghi più sacri della cristianità, simbolo universale di fede, storia e spiritualità».
Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo il quale una tale decisione «mina un principio fondamentale che dovrebbe essere sempre garantito: quello della libertà religiosa».
