la guerra
Scacco matto al re dei cieli: come l'Iran ha distrutto l'aereo radar da mezzo miliardo di dollari
L'attacco alla base Prince Sultan rivela la vulnerabilità degli AWACS: così gli sciami di droni low-cost mettono in ginocchio i dominatori delle guerre elettroniche
Nuova era nella guerra aerea contemporanea. Alla Prince Sultan Air Base, nel cuore dell’Arabia Saudita, un imponente attacco combinato di missili balistici e droni, attribuito a forze iraniane, ha perforato l’ombrello antiaereo, generando disordine e danni.
L’incursione ha provocato feriti tra il personale statunitense e colpito assetti logistici essenziali. Soprattutto, ha messo a nudo la vulnerabilità di uno dei velivoli più iconici e costosi al mondo: l’E-3 Sentry, universalmente noto come AWACS.
Facilmente riconoscibile per l’ampio rotodome montato sopra una cellula derivata dal Boeing 707/320, l’AWACS incarna il “centro di comando aerotrasportato”. In servizio dall’aprile 1978, questo gigante dei cieli ha presidiato per decenni i principali teatri operativi, dall’Iraq al Baltico, grazie ai radar della famiglia AN/APY e a equipaggi di 13-19 specialisti in grado di coordinare intercettori e difese terrestri su vasti quadranti.
La sua forza, più che nell’antenna, risiede nell’architettura software capace di integrare sorveglianza, comando e guerra elettronica in un unico ecosistema. Proprio questa centralità strategica, tuttavia, ne rappresenta il punto debole. Considerando l’inflazione rispetto ai 270 milioni di dollari del 1998 e le continue, onerose modernizzazioni, il costo unitario di un E-3 oggi sfiora i 500 milioni di euro.
La perdita di un solo esemplare — con equipaggi che richiedono anni di formazione — ridurrebbe drasticamente la capacità di sorveglianza su interi teatri. Non sono aeromobili sostituibili con facilità: vanno protetti a ogni costo.
L’attacco alla Prince Sultan Air Base, preceduto da episodi analoghi tra fine febbraio e inizio marzo 2026, dimostra che le vecchie regole d’ingaggio non valgono più. Le tattiche di saturazione con sciami di droni a basso costo mettono sotto stress anche le difese più stratificate, aggirando sistemi avanzati come Patriot e THAAD.
La lezione più amara è che non occorre abbattere l’E-3 in volo per neutralizzarlo: è sufficiente colpirlo a terra. Danneggiare le infrastrutture di comunicazione, compromettere le piste o colpire i velivoli da rifornimento — tanker come KC-135 e KC-10 — significa, di fatto, inchiodare al suolo l’AWACS o impedirgli di restare in zona per il tempo necessario a gestire lo scontro. Come riportato dall’agenzia AP in relazione all’attacco in Arabia Saudita, la sopravvivenza del radar volante comincia dalla sicurezza della base che lo ospita.