English Version Translated by Ai
29 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:49
×

la replica

"Profondo dolore": Herzog si scusa con Pizzaballa nella Gerusalemme blindata

Razzi iraniani e rischio strage: Israele sigilla il Santo Sepolcro. Il Patriarca respinto accende il caso diplomatico, ma per il governo "le regole di sicurezza valgono per tutti"

29 Marzo 2026, 17:56

18:00

 "Profondo dolore": Herzog si scusa con Pizzaballa nella Gerusalemme blindata

Seguici su

Un divieto senza precedenti, una frattura profonda e il tentativo, ai massimi livelli istituzionali, di ricucire uno strappo mai visto prima. La Domenica delle Palme del 29 marzo 2026 passerà alla storia non per l’ingresso festoso dei fedeli, ma per la clamorosa telefonata con cui il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso il proprio “profondo dolore” al cardinale Pierbattista Pizzaballa.

Pochi minuti prima, infatti, un cordone della polizia israeliana aveva impedito l’ingresso al Santo Sepolcro al Patriarca latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa.

Un fatto inimmaginabile che ha precluso ai vertici della Chiesa la celebrazione al Golgota, segnando un precedente giudicato “gravissimo” dal clero locale, poiché un simile divieto non si verificava da secoli.

L’intervento diretto del Capo dello Stato è apparso come una mossa diplomatica d’emergenza, intesa a manifestare attenzione e rispetto verso la comunità cristiana in una circostanza eccezionale, cercando di contenere l’indignazione per un blocco che il Patriarcato ha bollato come “manifestamente irragionevole e sproporzionato”.

Eppure, nonostante le sentite scuse presidenziali, la lacerazione nel tessuto cittadino e nei fragili equilibri interreligiosi resta apertissima.

A motivare la chiusura severa, secondo le autorità israeliane, non sarebbe una volontà discriminatoria, ma la dura realtà della guerra con l’Iran. Tra il 12 e il 17 marzo, i cieli di Gerusalemme sono stati attraversati da ondate di missili iraniani e i residui delle intercettazioni sono precipitati pericolosamente sulla Città Vecchia. Schegge metalliche hanno colpito un tetto adiacente al Santo Sepolcro e sono cadute vicino alla Porta di Jaffa, a pochi passi dal Muro del Pianto e dalla moschea di al‑Aqsa.

Di fronte a un rischio concreto, l’Home Front Command ha imposto restrizioni ferree e la chiusura dei luoghi santi per prevenire possibili stragi“Stesse regole per tutti i siti sacri”, si difende Israele, sottolineando come in tali spazi non esistano strutture di protezione adeguate a tutelare grandi assembramenti in caso di allarme aereo.

Una spiegazione che non ha però placato l’amarezza della Chiesa, che confidava in un compromesso sul modello delle restrizioni pandemiche, con ingressi scaglionati e capienze ridotte. L’irremovibile “no” delle autorità, che ha svuotato le strade dai pellegrini — come ha testimoniato il francescano Ibrahim Faltas — ha trasformato la Settimana Santa in un tempo di porte sbarrate.