English Version Translated by Ai
2 aprile 2026 - Aggiornato alle 1 aprile 2026 23:30
×

La vicenda

Famiglia nel bosco, stop al trasferimento per i bimbi e mamma Catherine torna a trovarli

I piccoli appaiono sereni e integrati; ultimamente avevano visto la madre, su disposizione del Tribunale per i minorenni, solo tramite videochiamate fatte dal papà

01 Aprile 2026, 20:11

Famiglia nel bosco, stop al trasferimento per i  bimbi e mamma Catherine torna a trovarli

Seguici su

Un «clima sereno», con i bimbi tranquilli e integrati all’interno della casa d’accoglienza. Sono questi i motivi che hanno convinto i giudici del Tribunale dei minorenni dell’Aquila a sospendere ufficialmente il trasferimento dei 'bimbi del boscò dalla casa famiglia dove sono ospitati ormai da oltre quattro mesi, così come inizialmente previsto dall’ordinanza del 6 marzo scorso con la quale è stata invece allontanata mamma Catherine. La donna che oggi, a distanza di quasi un mese, ha avuto la possibilità di far visita ai suoi tre figli. Un incontro più lungo del previsto, di oltre cinque ore, insieme con il marito Nathan e le assistenti sociali. Fino ad oggi, infatti, la donna ha potuto vedere i figli solo tramite videochiamate fatte dal marito durante le visite quotidiane nella struttura.

Per i magistrati dell’Aquila, dunque, determinanti sono state le ultime relazioni di educatori e assistenti sociali, stilate dopo l’allontanamento di mamma Catherine. La stessa struttura il 23 marzo scorso ha comunicato «la propria disponibilità a proseguire l’accoglienza dei minori presso la casa di accoglienza», precisando tuttavia che la decisione era «in via temporanea» e «auspicando che la situazione globale possa rasserenarsi al più presto, e in attesa degli ulteriori sviluppi del procedimento e delle determinazioni definitive che il Tribunale vorrà assumere».

Nelle relazioni citate dai magistrati, i bambini vengono definiti «sereni» e integrati all’interno della struttura, al passo con l’attività didattica. «Trascorsa la comprensibile commozione in occasione del distacco» - sottolinea il Tribunale - «i minori si sono presto tranquillizzati». «Il clima generale all’interno della struttura - scrive la casa famiglia in una relazione del 13 marzo - è tornato ad essere disteso e privo di contrasti e/o tensioni». «Catherine purtroppo - continuano gli educatori - aveva letteralmente minato tale atmosfera con i suoi scatti d’ira e la sua mancanza di rispetto, coinvolgendo pienamente anche gli altri ospiti della comunità».

Nell’ordinanza, i giudici citano anche la richiesta arrivata, tramite il consolato britannico, da parte di Nathan con cui esprimeva il desiderio «che i figli non vengano trasferiti e gli sia consentito di rimanere nella struttura dove sono attualmente collocati».

La stessa casa famiglia dove oggi è tornata, per la prima volta da quella notte di tensione e lacrime di un mese fa, mamma Catherine. Accompagnata dal marito la donna si è intrattenuta all’interno della struttura per circa 5 ore, insieme con assistenti sociali, educatrici e la garante regionale per l'Infanzia, Alessandra De Febis. All’uscita l’ennesimo «no comment» prima di varcare il cancello e tornare nella casetta nel bosco. Non è escluso che si sia stilato un calendario di giorni concessi anche a Catherine per poter visitare i propri figli, così come capita già da un mese per papà Nathan.