English Version Translated by Ai
1 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:24
×

Dopo il no a Sigonella Crosetto atteso alla Camera: l'uso delle basi italiane militari al centro dell'informativa

L'intervento è previsto per martedì 7 aprile; intanto rassicurazioni diplomatiche e norme bilaterali

01 Aprile 2026, 20:39

20:40

Guido Crosetto, ministro della Difesa. A destra la base Nato di Sigonella

Guido Crosetto, ministro della Difesa. A destra la base Nato di Sigonella

Seguici su

Il governo è pronto a riferire in Parlamento sull'utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Usa la prossima settimana, probabilmente già martedì 7 aprile. Ad intervenire alla Camera per un’informativa sarà il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo le reazioni - dei gruppi di maggioranza e opposizione - scaturite dal diniego opposto venerdì scorso sulla richiesta di atterraggio a Sigonella di bombardieri americani diretti nel Golfo.

«Ho informato il presidente Lorenzo Fontana della disponibilità del ministro a riferire», annuncia il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

Ciò che appare chiaro è sicuramente l’aspetto diplomatico, su cui Palazzo Chigi era già intervenuto assicurando che i rapporti con Washington non sono cambiati. Il concetto è stato ribadito in queste ore anche da un portavoce del Dipartimento della Guerra Usa all’ANSA: «Gli accordi di cooperazione tra le forze armate italiane e statunitensi rimangono solidi - spiega, precisando che il comando europeo degli Stati Uniti ospita regolarmente velivoli militari statunitensi in transito (e il relativo personale) in conformità con gli accordi di accesso, stazionamento e sorvolo stipulati con gli alleati e i partner, tra cui l’Italia.»

Lo stesso ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, sempre parlando dell’episodio della scorsa settimana, sottolinea che non c'è stata alcuna anomalia: «Si è fatto quanto detto nel corso dell’ultimo Consiglio europeo».

Gli accordi bilaterali hanno procedure ben precise. In sintesi, per un tacito via libera serve che i velivoli non decollino dalla base in Italia per condurre azioni offensive in teatri di guerra. Dunque se il bombardiere di venerdì scorso fosse decollato da Sigonella senza essere armato, non sarebbe stato necessario affidarsi a un'autorizzazione delle autorità italiane, perché in tal caso si tratterebbe di un utilizzo logistico della base. Questa opzione permetterebbe comunque una triangolazione dei velivoli in altri Paesi Nato (e non) dove valgono altre regole e dove invece sarebbe magari possibile armare i mezzi e utilizzare specifici strumenti di attacco.

Del resto esiste già un precedente simile: nel 2003 ci fu un caso che riguardò i paracadutisti americani della 173esima Brigata Aviotrasportata della caserma di Ederle, che svolsero un ruolo centrale e operativo nelle prime fasi della guerra in Iraq. «Secondo i trattati non potevano partire dalla base Usa di Aviano per andare direttamente in Iraq, che all’epoca era teatro di guerra. Per cui decollarono dalla base di Aviano ma non furono direttamente paracadutati per il combattimento in quel Paese: atterrarono prima in un altro Stato non convolto dalla guerra», ricorda l’ex capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini.