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il caso

Chi è Claudia Conte, la donna che ha messo il rischio il posto di ministro di Matteo Piantedosi

La giornalista ha ammesso di avere una relazione con il capo del Viminale: «Una vicenda privata»

02 Aprile 2026, 08:41

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Chi è Claudia Conte, la donna che ha messo il rischio il posto di ministro di Matteo Piantedosi

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Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni pochi minuti per chiarire una “faccenda privata”, ottenendo in tempi rapidissimi la piena riconferma della fiducia.

A rincuorare il titolare del Viminale è intervenuto anche Matteo Salvini, che gli ha donato una colomba pasquale in segno di “vicinanza umana e politica”.

A far tremare i palazzi del potere, la sera del 1° aprile, è stata un’intervista al podcast “Money Talks”, condotto da Marco Gaetani.

L’ospite, la giornalista e attivista Claudia Conte, sollecitata su una presunta relazione con il ministro, ha risposto con una frase che ha subito incendiato social e redazioni: “La relazione? Non posso smentirla”.

A alimentare retroscena e sospetti è stato il profilo del conduttore: Gaetani è una voce di Radio Atreju e collabora con la struttura social di Fratelli d’Italia.

L’intreccio tra vita privata, informazione e marketing politico ha fatto ipotizzare una “regia occulta” o una trappola mediatica orchestrata dall’area di centrodestra.

Dai vertici di FdI e della Lega, però, sono arrivate smentite perentorie, con l’obiettivo di arginare voci incontrollate e allontanare lo spettro di un rimpasto.

Stando a quanto trapelato, sarebbe stata la stessa Conte a suggerire la domanda prima della registrazione del podcast, con la premessa che il ministro fosse “separato”.

Archiviati i sospetti di manovre politiche, l’attenzione si è spostata su un possibile conflitto d’interessi, passando al setaccio le collaborazioni di Conte con la Pubblica amministrazione.

I dati restituiscono un quadro distante da favoritismi: la giornalista ha percepito gettoni di presenza da 206 euro lordi per moderare tavole rotonde presso la Scuola di Polizia e compensi di circa 200 euro a puntata per il programma “La mezz’ora legale” su Rai Radio 1.

Importi contenuti, che ridimensionano drasticamente l’ipotesi di interferenze economiche e circoscrivono la vicenda alla sfera personale.

Per il momento, la burrasca si è placata. La maggioranza ha fatto quadrato, blindando Piantedosi e ribadendo che la rotta del governo non cambia.

Resta, però, un interrogativo figlio dei tempi: quanto sia sottile e infiammabile il confine tra vita privata e interesse pubblico, quando viene triturato dagli ingranaggi ibridi della comunicazione digitale.