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Razzo sulla base italiana Unifil in Libano, nessun ferito. Nei giorni scorsi morti tre caschi blu indonesiani
I militari delle Nazioni Unite si trovano nel fuoco incrociato di Israele e dei miliziani di Hezbollah
Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil.
Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del Covi e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale.
Nei giorni scorsi tre caschi blu indonesiani sono rimasti uccisi nel fuoco incrociato tra l'esercito israeliano e i miliziani di Hezbollah. A darne notizia era stata la stessa missione Onu. «Un peacekeeper è stato tragicamente ucciso domenica sera, quando un proiettile è esploso in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr». La città è vicino al confine meridionale del Libano con Israele, dove l'Idf combatte contro i miliziani di Hezbollah da quasi un mese. Altri due militari indonesiani sono stati uccisi da un'esplosione sconosciuta che ha distrutto il loro veicolo.
Unifil ha ricordato che "gli attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono gravi violazioni" e "possono costituire crimini di guerra". Ma i costanti moniti restano chiaramente inascoltati. Dall'inizio della nuova offensiva israeliana sul Libano - che di fatto è stata solo una rottura del cessate il fuoco - l'Unifil ha più volte riferito che le sue posizioni sono state colpite. Il 7 marzo, tre soldati ghanesi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco. E due settimane fa, detriti di un razzo di Hezbollah sono caduti sulla base di Shama che ospita i peacekeeper italiani, fortunatamente rimasti illesi.