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5 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:43
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La celebrazione

Papa Leone XIV: «La Pasqua spezza l'oscurità e rinnova la speranza contro ingiustizie e guerre»

L'appello del Pontefice per i fragili in un mondo ferito durante l'omelia in piazza San Pietro

05 Aprile 2026, 11:14

12:12

Papa Leone XIV all'Angelus: «Auspico che le trattative di pace diano al più presto gli esiti sperati»

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«La morte è sempre in agguato»: così Papa Francesco ha aperto l’omelia della Messa di Pasqua in Piazza San Pietro, denunciando ingiustizie, egoismi e violenze che schiacciano i deboli. «La vediamo nelle ferite del mondo, nel grido dei poveri, nell’idolatria del profitto che saccheggia la terra, nella guerra che uccide», ha tuonato, indicando un’umanità ferita ma non sconfitta.

Il Pontefice ha dipinto un ritratto crudo delle tenebre interiori: «Dentro di noi, la zavorra dei peccati ci impedisce di spiccare il volo; delusioni, solitudini, risentimenti prosciugano le speranze; tristezza, debolezza, fatica quotidiana ci intrappolano in un tunnel senza uscita». Eppure, la Pasqua irrompe come luce: «Il Signore è vivo e resta con noi. Attraverso fessure di risurrezione nelle oscurità, consegna il cuore alla speranza».

Speranza pasquale contro ingiustizie e guerre

Francesco invita a non arrendersi: «Sembra che Dio non esista di fronte a cattiverie e indifferenze, ma nel buio sboccia sempre qualcosa di nuovo che produce frutto». La Risurrezione è «nuovo inizio, vita eterna dalla vittoria di Dio sull’Avversario», eco di Papa Leone. Cristo risorto rende possibile una «nuova creazione ogni giorno», contro soprusi e oppressione.

In un 2026 segnato da conflitti globali e crisi climatica, l’omelia risuona profetica: speranza non astratta, ma concreta per i fragili. Piazza San Pietro, gremita, ha accolto il canto pasquale come balsamo per un mondo in affanno.