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5 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:58
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il rischio

Caldo estremo e blackout: energia insufficiente mette a rischio anziani e pazienti fragili

Il fattore vitale per proteggere le persone fragili dal caldo estremo, riducendo rischi medici e collassi dei servizi sanitari

05 Aprile 2026, 14:12

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Caldo estremo e blackout: energia insufficiente mette a rischio anziani e pazienti fragili

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«In condizioni di caldo estremo, come quelle che sempre più spesso osserviamo in Italia, la disponibilità di energia - e quindi di sistemi di refrigerazione - diventa un fattore cruciale per prevenire eventi acuti, in particolare tra anziani, pazienti cronici e soggetti fragili» più soggetti a «rischio di disidratazione, scompensi cardiovascolari e respiratori, fino al colpo di calore». A chiarire le possibili conseguenze delle carenze energetiche sulla salute dei più fragili è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva all’Università degli Studi di Milano.

Per il servizio sanitario, chiarisce, gli effetti principali sarebbero maggiore domanda di servizi di emergenza, ridotta capacità di risposta, peggioramento dell'assistenza territoriale e domiciliare e impatti indiretti sui servizi essenziali. Il caldo, infatti, aumenta malattia e mortalità. Senza aria condizionata per i più fragili «i rischi principali includono disidratazione, sincope, crampi, esaurimento e colpo di calore, oltre al peggioramento di patologie croniche come scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica, asma, insufficienza renale e diabete. Possono alterarsi pressione, glicemia e bilancio idro-elettrolitico. Le persone più vulnerabili sono anziani con patologie croniche, disabili e chi vive solo in abitazioni calde o ai piani alti».

Anche le conseguenze indirette non vanno sottovalutate: blackout o razionamenti durante il caldo possono colpire chi dipende a domicilio da concentratori di ossigeno, ventilatori, nutrizione artificiale, pompe infusionali. Negli ospedali, i gruppi elettrogeni garantiscono solo le funzioni essenziali ma le interruzioni prolungate potrebbero compromettere sterilizzazione, ascensori, sistemi diagnostici e catena del freddo dei farmaci. Grave infine il rischio nelle Rsa, continua Pregliasco, «dove i pazienti fragili e possono sviluppare rapidamente delirium, cadute, scompenso cardiaco, insufficienza renale acuta o infezioni» con un un conseguente aumento dei trasferimenti in pronto soccorso.