Guerra
L'Iran punta i piedi e rifiuta di riaprire lo Stretto di Hormuz per una "tregua temporanea". E ribadisce: «Piano di pace Usa inaccettabile»
Il Paese valuta invece la proposta pakistana di cessate il fuoco, mentre l'uccisione del capo dell'intelligence dei Pasdaran, attribuita a Stati Uniti e Israele, alimenta nuove tensioni
L'Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una “tregua temporanea”: lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario iraniano, a condizione di anonimato, aggiungendo che Teheran ritiene Washington non pronta a una tregua permanente. Lo stesso esponente ha confermato che la Repubblica islamica ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta valutando, precisando che l'Iran non intende subire pressioni per accettare scadenze o assumere decisioni.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha inoltre dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l’Iran. Lo riferisce la Bbc.
Esmail Baghaei, citato dall’agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari " non era in alcun modo accettabile per noi ".
I negoziati per porre fine al conflitto sono «incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra».
L’Iran ha stilato una serie di richieste «basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni».
Intanto, il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a Stati Uniti e Israele: lo ha reso noto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica in un comunicato rilanciato dai media iraniani.