allarme per le tariffe
Carburante aerei, situazione (per ora) sotto controllo: voli regolari negli aeroporti italiani
Ryanair rassicura: «Non prevediamo carenze di carburante a breve termine», ma avverte su possibili aumenti dei prezzi dei biglietti. A Brindisi allarme rientrato
Dopo i timori dei giorni scorsi legati a una possibile carenza di carburante negli aeroporti italiani, arrivano segnali rassicuranti, pur con un quadro internazionale ancora incerto. I voli continuano regolarmente e, almeno per il momento, non si registrano criticità diffuse nella rete degli scali, da Nord a Sud.
A fare il punto è il presidente di SkyAlps, Josef Gostner, che all’ANSA ha spiegato come la situazione resti sotto controllo. «I voli continuano regolarmente ma la situazione è in costante evoluzione per motivi di forza maggiore», ha dichiarato, precisando che non vi sono al momento segnali concreti di carenza di cherosene per la compagnia altoatesina. SkyAlps, con base a Bolzano e una rete di collegamenti che copre una ventina di città europee in otto Paesi, mantiene un dialogo costante con i fornitori. «Si naviga a vista», ha aggiunto Gostner, sottolineando però la possibilità di diversificare le vie di approvvigionamento: «Il jet fuel potrebbe arrivare dagli Stati Uniti e non necessariamente dallo Stretto di Hormuz».
Indicazioni positive arrivano anche dal Sud Italia. La società Aeroporti di Puglia ha chiarito che nello scalo di Brindisi la situazione è tornata alla normalità dopo l’allerta diffusa tramite Notam, i bollettini aeronautici, che segnalavano quantità limitate di carburante. «La situazione nell’aeroporto di Brindisi è regolare, il carburante c’è», ha spiegato Aeroporti di Puglia, precisando che sono in arrivo sette autocisterne nella giornata odierna e che nessun volo è stato cancellato.
Sul fronte internazionale, la compagnia Ryanair ha confermato che, al momento, non si prevedono carenze di carburante a breve termine, ma ha sottolineato l’incertezza legata agli sviluppi della crisi nello Stretto di Hormuz. «I nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio», ha dichiarato la compagnia a askenews. «Se la guerra con l’Iran dovesse concludersi presto, le forniture non subiranno interruzioni. Se la chiusura dello Stretto dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture in alcuni aeroporti europei».
Ryanair ha inoltre messo in guardia sul possibile impatto dei costi sui passeggeri: «Con il raddoppio dei prezzi del carburante per aerei durante il mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie trasferiranno questi maggiori costi sotto forma di tariffe più elevate dopo Pasqua e nel corso dell’estate. Esortiamo tutti i passeggeri a prenotare i propri voli e le vacanze il prima possibile, per proteggersi dagli inevitabili aumenti dei prezzi dei biglietti e degli alloggi».
Il quadro complessivo resta quindi di attenzione costante. Il sistema aeroportuale italiano continua a garantire operatività e regolarità dei voli, ma le compagnie e i gestori mantengono monitorato l’andamento internazionale dei rifornimenti, consapevoli che eventuali sviluppi geopolitici potrebbero avere ricadute sui costi e sulla disponibilità di carburante nelle settimane a venire.