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la polemica

Report: «Selfie di Giorgia Meloni con referente del clan Senese». La premier: «Solo fango, mio impegno contro mafie cristallino»

Lo scatto di febbraio 2019 per un evento a Milano in vista delle Europee. «Si mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi»

07 Aprile 2026, 11:59

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Report: «Selfie di Giorgia Meloni con referente del clan Senese». La premier: «Solo fango, mio impegno contro mafie cristallino»

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«Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze». Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni, affermando che «oggi la "redazione unica", composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi».

«A questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica» scrive in un post la presidente del Consiglio difendendosi dalle accuse per la foto, risalente al 2019, che la ritrae accanto a Gioacchino Amico, indicato dagli inquirenti come referente in Lombardia del clan camorristico dei Senese.

«In riferimento alle notizie apparse su alcuni organi di informazione, la Camera dei deputati rende noto che non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato al soggetto citato dalle fonti di stampa». È quanto si legge in una nota diffusa dalla Camera in riferimento a Gioacchino Amico.

«Le notizie e le conferme delle connessioni politico-istituzionali tra esponenti della criminalità organizzata legati al clan Senese - come Gioacchino Amico - e ambienti della destra ed esponenti di FdI sono ogni giorno più evidenti e ricche di particolari, grazie anche ai fari di luce accesi dal giornalismo d’inchiesta e da trasmissioni come Report» dicono i parlamentari Pd membri della commissione Antimafia Walter Verini, Debora Serracchiani, Vincenza Rando, Peppe Provenzano, Valentina Ghio, Franco Mirabelli, Anthony Barbagallo, Valeria Valente.

«Dopo il caso Del Mastro e i suoi rapporti con il prestanome dei Senese, Caroccia, il caso Gioacchino Amico. Questi, oggi anche collaboratore di Giustizia sull'inchiesta Hydra (l’alleanza tra 'Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra che ha sviluppato in Lombardia un grande sistema di criminalità, narcotraffico, usura, controllo di appalti e penetrazione nell’economia e nella politica) ha frequentato nel tempo esponenti politici della Destra, in particolare di Fratelli d’Italia - dalla sottosegretaria Frassinetti a una sua collaboratrice, alla senatrice Bucalo - proseguono gli esponenti del Pd-. Gli organi di informazione hanno perfino pubblicato un selfie di Amico con Giorgia Meloni, 'catturato' probabilmente durante una manifestazione politica».

Ecco il sunto del caso mediatico

Sui profili social di Report, trasmissione di Rai 3, è apparso un selfie che ritrae Giorgia Meloni accanto a un presunto referente del clan Senese in Lombardia. L’immagine, anticipata oggi dal Fatto Quotidiano, risale al 2 febbraio 2019 e sarebbe stata scattata all’Hotel Marriott di Milano, dove “si celebrava la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell’anno”. Tra militanti e dirigenti presenti per accogliere quella che sarebbe poi diventata la presidente del Consiglio, “c’era, in prima fila, anche Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia”.

“Che ci fa Giorgia Meloni in foto con il referente del clan Senese in Lombardia?” evidenzia il programmaReport precisa che, al momento del selfie, Amico non era ancora indagato per mafia, ma aveva già riportato una condanna definitiva per ricettazione ed era stato arrestato per truffa e associazione a delinquere. Oggi è tra i principali imputati nel processo Hydra a Milano e, secondo le intercettazioni richiamate dalla trasmissione, è indicato come uno dei protagonisti del consorzio mafioso lombardo.

Siciliano di origine, avrebbe messo allo stesso tavolo i referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, i vertici delle locali lombarde della ’ndrangheta e il clan di Michele ’o pazzo, considerato tra i boss più influenti della Capitale. Alla kermesse politica del 2019, sempre secondo Report, il referente del clan Senese non sarebbe stato un “imbucato”: alcuni dirigenti apicali di Fratelli d’Italia avrebbero saputo bene chi fosse. La circostanza ritenuta più inquietante dalla trasmissione si sarebbe però verificata prima della riunione: Amico sarebbe entrato alla Camera senza essere identificato. Divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia, sostiene di aver avuto a disposizione un tesserino che gli consentiva di entrare e uscire dal Parlamento a propria discrezione.