corea del nord
Kim Jong Un prepara la successione: il candidato non è quel che tutti immaginavano
Chi è la La figlia adolescente del leader che ha solo 13 anni e che è stata vista alla guida di un carroarmato
Un carro armato verde oliva avanza sollevando una nuvola di polvere. Al posto di un carrista veterano, alla guida c’è Kim Ju-ae, la figlia adolescente del leader nordcoreano Kim Jong-un, che le siede accanto, sorridente.
L’inquadratura, diffusa dai media di Stato durante un’esercitazione offensiva alla Pyongyang Training Base No. 60, non è un semplice vezzo propagandistico: rappresenta un segnale politico inequivocabile. Pyongyang sta preparando il terreno a un passaggio di potere senza precedenti, imponendo la possibile erede nel linguaggio severo della catena di comando e mostrando al mondo il volto del futuro regime.
La svolta è stata avallata dall’intelligence sudcoreana. In un briefing all’Assemblea nazionale di Seul, il direttore del National Intelligence Service (NIS), Lee Jong-seok, ha affermato che ormai è “ragionevole” considerare la giovane come l’erede designata di Kim Jong-un. Un’evoluzione netta rispetto agli anni scorsi, quando era definita soltanto la “più probabile” candidata alla successione.
La costruzione dell’immagine pubblica di Kim Ju-ae è iniziata nel novembre 2022 ed è passata per una sequenza di apparizioni ad alto contenuto simbolico. Su 41 uscite ufficiali censite finora, ben 25 sono legate strettamente alla sfera bellica: dalle prove di missili da crociera ai lanciarazzi, fino alle visite in fabbriche di armamenti.
La giovane ha fatto inoltre tappa al Kumsusan Palace of the Sun, mausoleo che incarna il centro sacrale della legittimazione dinastica, inserendosi così nella continuità della stirpe dei Kim. La sua presenza non è più una semplice coreografia cerimoniale: è stata collocata in modo organico all’interno dell’apparato della difesa.
Perché proprio un carro armato e un contesto tanto marziale? La risposta sta nell’ostacolo principale a questa successione: il patriarcato strutturale della Corea del Nord. Dal 1948 il potere è stato tramandato lungo una linea esclusivamente maschile. Per attenuare lo scetticismo interno verso una donna al vertice, il regime ha adottato una strategia precisa: associare la futura leader ai simboli duri della sovranità armata, della deterrenza e della capacità di comando.
In questo quadro si delinea anche la differenza con l’altra figura femminile di spicco, la zia Kim Yo-jong: mentre quest’ultima rappresenta un pilastro del potere attuale, Kim Ju-ae incarna la prosecuzione del lignaggio.
In Corea del Nord le transizioni non vengono annunciate apertamente, ma si costruiscono attraverso rituali e codici iconografici. Persino il nome Ju-ae e la sua età, stimata intorno ai 13 anni, non sono mai stati certificati ufficialmente da Pyongyang: a rivelarli al mondo fu l’ex cestista Dennis Rodman nel 2013.
Mostrando la figlia fin da giovanissima età — in controtendenza rispetto alla tradizionale riservatezza — Kim Jong-un punta a blindare la continuità del sistema, proiettando un’immagine di stabilità incrollabile in un contesto internazionale segnato da tensioni persistenti.
Se un giorno Kim Ju-ae assumerà la guida del Paese, difficilmente lo farà nel segno di riforme o aperture: il percorso tracciato parla di irrigidimento simbolico e padronanza del lessico bellico. La foto sul carro armato è, ad oggi, il fotogramma più nitido di una successione già in piena gestazione.