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7 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:11
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Trasporti e guerra

Aerei, l'Enac frena sull'allarme crisi carburante ma per Ryanair "rischi seri se Hormuz resta chiuso"

Gli aeroporti italiani restano sotto la lente di osservazione: Bruxelles convoca il coordinamento Ue per affrontare la questione

07 Aprile 2026, 19:50

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Aerei, l'Enac frena sull'allarme crisi carburante ma per Ryanair "rischi seri se Hormuz resta chiuso"

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Restano sotto la lente gli aeroporti italiani per la crisi del carburante. Per domani è previsto a Bruxelles un nuovo incontro del gruppo Ue di coordinamento sul petrolio, a cui parteciperanno anche i rappresentanti delle industrie più colpite dalla guerra in Medio Oriente, come le compagnie aeree. Verrà affrontato il tema delle forniture di carburante, eventuali carenze e le possibili misure da adottare, mantenendo un «approccio coordinato», spiegano fonti vicino al dossier. Sul fronte interno Pd e M5s chiedono al governo di informare l’Aula «sulla carenza di carburanti» negli aeroporti italiani.

Nel frattempo a cercare di rassicurare è il presidente Enac, Pierluigi Di Palma, secondo cui le limitazioni sono «legate al periodo pasquale di traffico intenso, non al blocco di Hormuz». I problemi di carburante sono «una situazione contingente e marginale, da cui si è prodotto un effetto domino e mediatico tra piccoli scali», spiega. «Mediaticamente è facile collegare la difficoltà di rifornimento di carburante di alcuni aeroporti italiani al blocco dello stretto di Hormuz, che però per ora incide poco», sottolinea Di Palma. «Non c'è nessun avviso di navigazione (Notam) che riguarda Fiumicino o Malpensa», fa presente. «Gli scali che li hanno emessi sono marginali. Venezia era il più grande e ha tenuto a precisare che si trattava di un problema più dell’operatore Air BP che dell’aeroporto», specifica il presidente Enac, avvertendo però che «problemi potrebbero sorgere, se continuano le restrizioni per le vacanze estive, a fine maggio o a giugno».

Tra i principali operatori, Ryanair ha avvertito che se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, «non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei». Invece nel caso in cui la guerra dovesse concludersi presto, «l'approvvigionamento non verrà interrotto», ha precisato la compagnia irlandese.

Intanto diversi aeroporti rassicurano proprio sugli approvvigionamenti di carburante. «La situazione nell’aeroporto di Brindisi è regolare, il carburante c'è, oggi arriveranno sette autocisterne», ha spiegato la società Aeroporti di Puglia in riferimento al Notam, il bollettino aeronautico diffuso ieri, che segnalava la presenza per oggi nello scalo di «quantità limitate» di carburante disponibile.

Anche per gli aeroporti calabresi «non c'è nessun problema», ha detto Marco Franchini, amministratore unico di Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, spiegando che la limitazione di carburante per aerei a 3.000 litri nell’aeroporto di Reggio Calabria è stata una «tutela per limitare il rifornimento da parte di vettori che venivano a Reggio per incrementarlo». Situazione sotto controllo anche negli aeroporti di Palermo e Trieste dove le rispettive società di gestione hanno fatto sapere che «non si riscontrano criticità» sull'approvvigionamento di carburante.